Villacidro.info e il suo anonimato

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Le voci anonime e coperte da pseudonimi in internet sono parte di una ricchissima tradizione dei mezzi di comunicazione precedenti, tradizione che ha tutelato la libertà di espressione per secoli: esse non devono quindi essere fatte tacere.

“Villacidro.info è nato dall’idea di due amici, i quali volevano mettere a disposizione un “luogo” in cui tutti i villacidresi si potessero informare e confrontare. Il dialogo concesso in questo blog, in forma anonima, ha permesso ad una moltitudine di cittadini di esprimersi senza avere nessuna “conseguenza”. Il blog, online dal 1 ottobre 2010, festeggia i primi sei mesi di vita con oltre mezzo milione di pagine visitate. Riceviamo continui attacchi sul fatto che questo blog consenta di esprimersi in forma anonima, ma noi pensiamo siano solo persone che hanno paura della voce del popolo e in molti non si rendono conto che l’anonimato è diventata una “necessità”. Quindi il problema va oltre il sapere chi si nasconde dietro uno pseudonimo”.

Da sempre, l’anonimato ha rappresentato una condizione fondamentale per la libertà di parola e di espressione degli individui, diritto importantissimo e riconosciuto da tutti i governi democratici. Voci controverse e spesso irriverenti verso il potere della maggioranza si sono frequentemente fatte sentire grazie alla copertura dell’anonimato. Molti autori che potevano aver paura di essere perseguiti a causa del loro pensiero hanno così avuto modo di esprimere liberamente le proprie opinioni, senza temere ritorsioni. Gli pseudonimi hanno sempre giocato un ruolo fondamentale per la politica e la letteratura satirica in genere, permettendo anche a persone “marchiate” dalle opinioni espresse in precedenza o dall’appartenenza a qualche associazione di esprimere le proprie idee senza il pericolo che queste venissero travisate o rifiutate a priori. Molti scrittori censurati hanno continuato a lavorare proprio grazie alla possibilità di utilizzare un nome fittizio.

Insomma, un autore può avere una quantità di motivi validi per decidere di non rivelare la propria identità, come la paura di rappresaglie economiche o legali, di ostracismo sociale o semplicemente il desiderio di preservare il più possibile la propria privacy. Il pubblicare scritti anonimi, quindi, non e’ generalmente considerata una pratica deleteria e fraudolenta, ma fa parte al contrario di una onorevole tradizione di dissenso e di espressione libera delle proprie opinioni. “L’anonimato e’ uno scudo dalla tirannia della maggioranza”. L’analogia tra la carta stampata e Internet viene purtroppo spesso ignorata, e molti governi cercano di limitare o eliminare completamente l’anonimato e quindi la libertà di espressione in Rete, non rendendosi conto che c’e’ in realtà ben poca differenza tra un libro e un sito internet.

Molti ritengono infatti che per regolamentare Internet, e ottenere di conseguenza una forma “civilizzata” di cyberspazio, si debba limitare l’uso della comunicazione anonima ad esempio ricorrendo a statuti che impongano agli amministratori di un sito  il mantenimento delle registrazioni degli utenti, in modo che sia possibile risalire all’autore di un qualche messaggio in caso di bisogno. Per fortuna questo non avviene. I fautori della censura del cyberspazio si basano per la gran parte sull’argomento che la rete e’ “pervasiva”, e cioe’ si introduce all’interno delle case e puo’ presentare linguaggi o immagini inadatti a minori. Basta poco, comunque, per rendersi conto che Internet non e’ neanche lontanamente “invasivo” come la radio o la televisione: “un navigatore del cyberspazio e’ molto piu’ libero di scegliere gli argomenti e le immagini a cui si troverà di fronte, rispetto a un semplice spettatore televisivo”.

Un altro argomento molto amato dai censori di Internet e’ che esso e’ più pericoloso rispetto alla stampa poiché anche i messaggi più marginali raggiungono un audience decisamente più vasto e in pochissimo tempo.

Villacidro.info – 14 aprile 2011

29 COMMENTI

  1. Questo è il più bell’articolo pubblicato su villacidro.info: bravissimi!L’utilizzo degli pseudonimi non appartiene solo a chi ha paura ma anche a chi vuole essere giudicato per quello che scrive e non per quello che è. Il vero Ret Marut, per esempio, uno scrittore tedesco, cambiava pseudonimo frequentissimamente nella speranza di non rendere nememno possibile la ricostruzione
    della sua stessa vita, cosa che poi è stata effettivamente difficile ricostruire. Si venga quindi giudicati per quello che si scrive e non si vada alla ricerca di chi c’è dietro quel nick

    • sono perfettamente d’accordo con quanto scritto nell’articolo e con ReMarut
      vogliamo essere giudicati solo per quel che scriviamo.
      Assocciare cio’ che si scrive al nome non è soltanto antidemocratico ma anche
      discriminatorio nei confronti delle persone comuni che non hanno ne potere ne
      voce.
      Conoscete forse qualcuno che ha mai ascoltato una voce comune non associata
      a una posizione sociale,una professione o un partito politico? Io,no!!!!!!!!
      Continuiamo con l’anonimato per le persone che lo desiderano senza chiederci nè
      perchè lo si fa nè se è giusto o meno
      Non priviamo le persone del libero arbitrio se vogliamo ancora parlare di democrazia.

  2. Credo che questo blog abbia permesso a tutti noi di dialogare e di confrontarci sia in anonimato o no! è chiaro che ognuno di noi deve farsi un esame di coscienza su ciò che ci scrivono e reagire di conseguenza ma in amniera costruttiva anche per se stessi. L’importante che non si cada in screditamenti delle persone come tali o ingiurie.. Vi ringrazio per aver dato a tutti l’occasione di confronrasi nel bene o nel male!!!!! Mi auguro che diventiate Mediompidano.info e anche di più!!

  3. Tutto vero… è anche vero però che l’anonimato garantisce chi “predica bene ma razzola male”. Certe questioni poste da determinati individui lasciano il tempo che trovano. Condivido comunque le vostre opinioni!!!

  4. Vi faccio i miei più vivi auguri x il sito che avete creato,è giustissimo avere l’anonimato,se nn fosse x ciò nn si potrebbe scrivere la realta dei fatti datti i tempi duri buii e pericolosi che stiamo trascorendo…La privacy e fondamentale oggi…

  5. Ret Marut in La Nave dei Morti (il buon Marut si riferisce agli scrittori, ma possiamo allargare il discorso a tutti coloro che scrivono qualcosa, quindi anche a quelli che scrivono su Internet):
    “….Colui che postula un impiego come sorvegliante notturno o di accendi lumi si vede richiedere un curriculum vitæ da trasmettere in un certo arco di tempo. Ma da un lavoratore che crea delle opere intellettuali, non si dovrebbe mai esigerlo. È scortese. Lo si incita a mentire. Soprattutto se crede, per delle ragioni buone o cattive, che la sua vera vita potrebbe deludere gli altri. Ciò non vale per me. La mia vita personale non deluderebbe. Ma essa non riguarda che me e tengo a che sia così. Non per egoismo. Ma perché non riguarda che me e ci tengo a che sia così. Non per egoismo. Ma perché desidero essere il mio giudice in ciò che concerne i miei affari personali. Mi piacerebbe dirlo molto chiaramente. La biografia di un creatore non ha la minima importanza. Se non si riconosce l’uomo con le sue opere, delle due cose una: o l’uomo non vale nulla oppure le sue opere. È per questo che l’uomo creatore non dovrebbe avere altra biografia che le sue opere. È nelle sue opere che egli espone alla critica la sua personalità e la sua vita”.

    • Sig. Edward, non sia nervoso si legga bene quello che ho scritto, non ho mai pensato di chiedere ai gestori del sito di bloccare il forum alle persone che scrivono con vari nik name, stia sereno. Permetta anche a me, che mi firmo con nome e cognome, di poter scrivere il mio pensiero, si rillega quanto scritto sotto.
      “Ascolti sig. edward mi creda non mi interessa la sua carta d’identità, quello che importa a me e poter dire le cose senza che la gente abbia dei dubbi sulla mia identità, giuste o errate esse siano (le cose che scrivo). In poche parole quello che dico e scrivo me ne assumo la responsabilità, senza nascondermi dietro un nomignolo, con questo non pretendo di cambiare le regole di questo forum, mi permetta almeno di dire che qualcuno non ha il coraggio delle sue azioni.”

  6. Diciamo pure che pretendere come regola assoluta che le persone usino il loro vero nome, servirebbe solo ad arroventare ulteriormente il clima da quasi guerra civile che sta prendendo sempre più corpo in Italia. Vero che un libero blog e la carta stampata possono essere equiparati, ma si può dire di più: la rete è uno strumento molto più veloce, consente di scrivere e leggere praticamente in tempo reale. Le idee si diffondono molto più rapidamente e quindi più “pericolosamente”. Solo in questo modo mi spiego l’attenzione particolare per la rete da parte dei governi centrali. Certo che poi, egregio Jan Palach, tutto è opinabile ma questo discorso vale qualunque sia il mezzo scelto per esprimersi. Quelle che contano sono le idee e la loro libera circolazione. Grazie ancora a questo blog.

  7. L’anonimato è fondamentale, ma non deve dare all’anonimo l’errata convinzione dell’impunità. Chi viola le regole, e pensa che trasgredirle – per via dell’anonimato – non implichi conseguenze, deve rendersi consapevole che così non è. Garantire la libertà delle idee è fondamentale; ma garantirla, non attribuisce il diritto di ingiuriare, offendere, dileggiare e diffamare.

      • Conta l’educazione e non la legge. Non è giusto nascondersi nell’anonimato per minacciare o diffamare qualcuno, però non è giusto nemmeno quel che vorrebeb fare uno dei tanti geni eletti dal popolo italiano: Gabriella Carlucci. Questa onorevole intenderebbe proporre una legge che neghi l’anonimato in rete, come ha denunciato report domenica scorsa eanche puntoinformatico:

        http://punto-informatico.it/2553740/PI/Brevi/ddl-carlucc-fuori-anonimi-dalla-rete.aspx

        Credo che il governo ha paura della rete e si nasconde dietro le solite parole di circostanza: legalità, lotta alla criminalità, ecc. L’anonimato in rete deve essere salvaguardato, oppure è giusto che ogni utenteusi le proprie precauzioni per salvaguardare il proprio anonimato.

        • Nessuno si è mai nascosto nell’anonimato per diffamare altri ( parlo per me )
          Per il Leo Marco
          Io non sono nervoso, anzi!
          Cit.Leo Marco
          ”Visto che dietro quel bel nome inglese, non so chi si nasconde”
          io non ho detto che voleva richiedere qualcosa ai gestori, mai uscito dalla mia mente!
          Il mio commento rimarcava il fatto che per ben due volte ha evidenziato con scherno il mio utilizzo di un nome inglese (dicendo che non avevo il coraggio delle mie azioni)

        • Beh, non a caso mi sono inserito qui con quella affermazione. Le minacce e la legge c’entrano eccome, dato che spesso si usa una legge per minacciare le persone: “se non la smetti ti querelo” “mi rivolgerò agli organi competenti” “ne riparleremo nelle sedi appropriate” e così di seguito. Quante volte sentiamo o leggiamo queste frasi durante un dialogo parlato o scritto tra le persone… Proprio per questo, sin quando è in vigore una data legge mi sa che occorre rispettarla. E’ anche vero che i potenti brandiscono, a volte, la possibilità di legiferare in una data direzione proprio come una minaccia. Mi sembra il caso della signora di cui sopra.
          Penso che si dovrebbe riscoprire anche il senso dei rapporti dialettici tra le persone intendendo questi (rapporti dialettici) non necessariamente come dei momenti di vita sociale da risolversi in conflitti (che all’estremo portano come minimo a delle spese legali) ma come momento di crescita collettiva, dato che una coscienza collettiva esiste.

  8. sicuramente ci son stati dei commenti molto folcloristici , ma comunque mai eccessivamente offensivi. Anche perche il moderatore. Ha sempre calmato gli animi al momento giusto. Ringrazio villacidro info, perche permette anche persone ignoranti come me di esprimere il propio pensiero.

  9. Sono intervenuto su un commento specifico, vedere contesto. La legge conta eccome. Il non-diritto alla minaccia è anche riferito al fatto che spesso sono proprio i personaggi dello stesso stampo di quello/a da R. Marut citato/a i quali usano il potere attribuitoGli dal proprio ruolo “minacciando” i liberi pensatori nel seguente modo: “state attenti che adesso facciamo una legge apposta per Voi burloni che osate criticarci, contraddirci e magari dire le cose come stanno”. Questo mi pare vero anche in altri contesti; ad esempio in un blog come questo non è raro che si cerchino di dirimere questioni che meriterebbero ben altri argomenti con una banale minaccia: “state attenti a quello che dite perchè Vi querelo”. Ma è possibile che per ogni fesseria si debbano scomodare avvocati e giudici? Vero è che non sempre siamo in grado di comportarci civilmente, ma anche un pò di tolleranza in più forse non guasta.

  10. tanti COMPLIMENTI a VILLACIDRO INFO che tramite loro possiamo permetterci d’esprimere le nostre opnioni e idee giuste o sbagliate condivisibili o no. ma non sono tanto d’accordo ai commenti molte volte offensivi e ingiuriosi coperti d’anonimato. di che cosa deve aver paura uno che esprime la propria idea ho opinione non esiste più la libertà d’opinione ho con le nuove leggi che nascono ogni giorno che il governo attuale sembra stiano a cuore più dei veri problemi che affligono la nazione mi son perso qualcosa saluti a tutti MARCELLO

    • Qui molti si firmano con nome e cognome perchè desiderano visibilità in vista delle elezioni. Se ti candidi la tua vita privata è anche pubblica, nel senso che l’elettore deve sapere chi sei e cosa fai. Il candidato invece non ha il diritto di sapere chi è che lo vota o chi lo critica. Quando il dito indica la luna solo gli stolti guardano il dito. Se qualcuno dice che l’attuale amministrazione ha fallito, è importante discutere se ciò sia vero o no e non sapere chi ha fatto una simile affermazione. C’è una diffusa mentalità provinciale e da tzilleri, che porta molte eprsone a voler discutere del soggetto e non dell’oggetto. Chi si vuol firmare con nome e cognome non è nè migliore nè peggiore degli altri, anche perchè forse molti ritengono che tutti conoscano tutti ma francamente io, per esempio, non ho la minima idea di chi siano la maggior parte di questi non-anonimi.

      Ret Marut

  11. Oltre ad Arrigoni, opportunamente ricordato da R. M., cito un caduto della guerra sul lavoro; forse, mentre scrivo, non è neanche più l’ultimo nella sola Italia: Giampaolo Pulvirenti, caduto avvelenato alla Saras.

  12. Trovo molto interessanti questi commenti sull’anonimato e vorrei fare qualche osservazione.
    – trovo giusto che uno possa esprimere il suo parere in modo anonimo, ed è irrilevante che uno predichi bene e razzoli male, almeno finchè si tratta di esprimersi in un forum: un giusto ragionamento prescinde dalla persona che lo fa. Ognuno può avere le sue debolezze ed avere difficoltà a seguire i suoi ideali: mentre non è accettabile tale atteggiamento in chi riveste posti di potere e adiritura promuove leggi che solo gli altri sono tenuti a rispettare.
    – mentre trovo ridicola la questione del coraggio, specialmente per chì è già vessato e preso in giro dai “potenti” e si trova in una posizione sociale che lo rende preda di facili ritorsioni: può darsi che non sia mancanza di coraggio ma saggezza e intelligenza. Se uno si butta sotto un camion in corsa per dimostrare di essere coraggioso non è coraggioso ma stupido. Siamo forse tutti pavidi perchè il voto è segreto?
    – L’anonimato rimane tale fino a quando uno non dice falsità tali da poter essere querelato, poichè non è per niente difficile risalire all’autore.
    – Quindi è giusto che ognuno faccia la sua scelta: del resto si potrebbe anche insinuare che uno posta il suo nome, perchè, in preda a manie di protagonismo, vuole apparire o peggio ancora ha delle finalità nascoste: il nome non può nascondere le falsità dell’essere umano. Ognuno sa il fatto suo ed ha le sue motivazioni, pertanto è inutile fare troppe facili insinuazioni: sarebbe grave imporre di postare il proprio nome come sarebbe grave imporre l’anonimato.

  13. Avete fatto caso che, curiosamente, molti di quelli che si firmano qui con nome e cognome sono candidati in partiti che si nascondo dietro lo pseudonimo di “lista civica”?curioso, perchè non hanno il coraggio di presentarsi per quello che sono? cioè un partito e\o una coalizione di partiti?mi pare che gli unici civici sono progetto comune

    Ret Marut

  14. penso che non si rispetti la legalita !!!!
    Mai più contenuti anonimi, estensione integrale delle ipotesi di diffamazione previste per la stampa, istituzione di un comitato di controllo: sono le norme più discusse dell’ennesima proposta di legge che mira a intervenire su internet senza considerare le peculiarità dello strumento
    Negli scorsi giorni è circolata in rete la notizia di un nuovo disegno di legge, promosso dall’onorevole Gabriella Carlucci contenente «disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni». Il provvedimento non è ancora disponibile in via ufficiale, è ancora in prima lettura alla Camera e ancora lontano, quindi, dall’approvazione, ma ha comunque suscitato ampie discussioni in merito alla portata di tre dei quattro commi divulgati.
    Le maggiori preoccupazioni riguardano, infatti, il divieto di immettere in rete qualsiasi tipo di contenuto in forma anonima. Il divieto non sarebbe sanzionato direttamente, nel senso che solo qualora tali contenuti possano configurare un reato l’autore e coloro che hanno agevolato l’anonimato degli autori risponderebbero del reato commesso in concorso. Il disegno di legge, inoltre, estende alle ipotesi di diffamazione commesse attraverso la rete internet tutte le norme che riguardano la legge sulla stampa, «senza eccezione». Le novità sono molteplici e meritano una analisi.
    IL DIVIETO DI ANONIMATO IN RETE
    Il primo comma del disegno di legge c 2195 recita:
    È fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima.

    • “Meritano un’analisi?” Questo ulteriore ignobile tentativo di censura delle idee non merita alcuna analisi, semplicemente s’inserisce in un filone iniziato quasi un secolo fa col minculpop, mai interrotto ed ora più che mai in voga. I potenti hanno paura della verità, temono la circolazione delle informazioni, temono la diffusione delle opinioni, temono le opinioni stesse. Secondo l’ipotesi Carlucci, ammesso che l’idea di questa proposta di legge sia effettivamente di questa donna di spettacolo, dobbiamo essere liberi di lasciarci impaurire dalle minacce di ritorsione dei potenti perchè osiamo dire la nostra. Anche nei confronti di un commento anonimo eventualmente insultante ci si può difendere, con lo stesso strumento usato da chi scrive quel commento: la comunicazione. Ma no, siamo nell’era degli avvocati (anzi, siamo nell’era del governo degli avvocati) e dei ricconi che possono pagarli a vita, che ci pensino loro; hanno persino paura dei comici, forse perchè ne soffrono la concorrenza. Provi la Carlucci a pensare alle questioni vere e serie che toccano la vita di tutti i giorni.

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