Ad un giorno dalla proclamazione del nuovo sindaco gli imprenditori del vento bussano alla porta del comune di Villacidro.
Il documento datato 18 maggio invita l’amministrazione ed i cittadini a partecipare alla presentazione al pubblico, così come previsto dalla delibera regionale n. 24/23 dell’aprile 2008, dello studio di impatto ambientale e del progetto di parco eolico che dovrebbe sorgere tra il comune di Villacidro e quello di San Gavino. L’incontro si terrà nella sala consigliare del comune di San Gavino il 6 giugno alle ore 16:30.
La società che lo ha progettato è la Medio Campidano Eolica s.r.l. con sede a Bolzano. Il progetto prevede l’installazione di 68 aerogeneratori della potenza di 3.0 Megawatt ciascuno, un’altezza fuori terra pari a 119 metri e rotore del diametro di 112 metri.
A suo tempo la minoranza, oggi l’attuale maggioranza appena eletta, fecce una dura opposizione contro il progetto proposto dalla società bolzanese, ponendo un freno in attesa della stesura del nuovo piano energetico regionale. In merito allo stesso progetto avevamo sentito sia il titolare dell’impresa che lo realizzerà, Hanspeter Hochkofler, amministratore delegato della Medio Campidano Eolica s.r.l, sia l’ex sindaco Ignazio Fanni. Vi riproponiamo le interviste. (A. S.)
Richiesta Pubblicazione Avviso(pdf)
Villacidro.info – giovedì 19 maggio 2011
Intervista registrata il 18 febbraio 2010
Intervista registrata il 7 febbraio 2010
Il Sig. non mi convince molto: “smantellamento in una settimana e basamento in cemento di 60 cm di profondità: non staranno mica montando le girandole di cartone. Ed il progetto turistico per Villacidro: è proprio necessario che lo faccia una società di Bolzano?
Un progetto così deve essere sottoposto ad un reale confronto con la popolazione: lo fa intendere lo stesso amministratore delegato della società. Un confronto non vuol dire che si presentano in fretta e furia decisioni già prese, ma che, l’approvazione e/o le proposte di varianti, devono essere discusse con i cittadini prima dell’approvazione del progetto finale(una volta approvato il progetto, si tirerà fuori la scusa che era necessario affrettarsi per non perdere l’investimento – metodo molto usato per evitare il confronto con la popolazione). Voglio proprio vedere se questa amministrazione stringerà accordi e ci metterà davanti al fatto compiuto, senza avere spiegato prima i pro e i contro nei dettagli ed avere accolto la osservazioni dei cittadini(si intende proposte in adeguata sede e documentate e non estrapolate da chiacchiere al bar)
Grande.
Un primo atto da condividere assolutamente.
Sono già andata alla prima presentazione e ho preso la parola per “smontare” l’ennesimo furto legalizzato di questi banditi in giacca e cravatta che ci prendono per idioti. L’energia eolica è una preziona risorsa, non lo è la speculazione di questi personaggi che occupano il territorio e incassando cifre da capogiro grazie ai CERTIFICATI VERDI , ovvero lauti finanziamenti che fruttano circa UN MILIONE DI EURO A PALA. Loro propongono alle amministrazioni contratti ridicoli in cui i comuni ottengono tra il 2 e i 3 % mentre loro il 97, 98 % . Dobbiamo smettere di prestarci a questo ennesimo sciacallaggio e ALZARE LA TESTA.
Ci hanno anche raccontato la storiella di un progetto per il rilancio turistico di Villacidro che consisteva in una FUNIVIA e la chiamavano TURISMO SOSTENIBILE senza avere la minima idea di cosa si tratti.
Allora, questi ci prendono per un branco di ignoranti da abbindolare.
Scriviamo assieme a loro i contratti e chiediamo:
1) una percentuale ALMENO tra il 20 e il 30% dell’indotto.
2) riduzione del costo dell’energia per i cittadini villacidresi e per le imprese.
3)LA GARANZIA DELLA RIMOZIONE DELLE PALE A CONTRATTO SCADUTO.
Scusate la durezza ma il tema mi è molto caro, se questa proposta verrà accettata sarà BATTAGLIA. Confido nell’intelligenza del nuovo consiglio.
Ci vediamo lunedì.
Saludos
Ovviamente, la stipulazione di contratti di questo livello, dovrà comportare che gli amministratori operino attraverso il consenso della popolazione..
Dato che sei così informata, potrei farti una domanda riguardante sempre l’eolico?
Una scelta così importante dovrebbe essere SEMPRE compitua previa consultazione dei cittadini. Certo chiedi pure, io non sono un tecnico, sono solo una cittadina che si è seccata di essere presa in giro, ma può darsi che sappia rispondere.
è anche vero che i cittadini devono essere informati bene…e sottolineo informati, non abbindolati… é chiaro che la società ci debba guadagnare, non è nata per fare beneficenza, ed è giusto, ma speculare sulle spalle degli altri non è giusto, quindi bisogna trovare il giusto compromesso. Negare o accontentare per partito preso non è giusto e non porta nulla di buono.
Ho sentito che i privati che vogliono ospitare una pala eolica nel proprio terreno non possono, per via di uno stop della regione, ti risulta?
Condivido in pieno!Tra l’altro a chi intendesse dare in affitto il proprio terreno o una parte di esso x l’installazione di una pala eolica, supponiamo di 3 Mw,faccio notare che: considerando che il profitto è all’incirca di 330.000 € /MW, tra certificati verdi e vendita dell’energia, quindi per una pala da 3 MW risulta di 990.000 €, il corrispettivo al proprietario del terreno é di 0,60 %!A Guspini, senza andare tanto lontano, ai propietari è andata anche peggio: le quote sono notevolmente inferiori!
Ho scritto in fretta e ho commesso qualche imprecisione, di questo mi scuso. Mi auguro che il concetto credo sia chiaro.
Ti ho seguito ad affari tuoi, e non ho fatto a meno di commuovermi, hai fatto sognare una terra intera..GRAZIE!
Avete presente quella vecchia puntata dei “simpsons” in cui la popolazione si faceva abbindolare da un impresario per la costruzione di una monorotaia completamente inutile per la città? Ecco noi stiamo passando per i “selvaggi” da abbindolare! Le energie alternative sono una grande risorsa da sfruttare nel futuro, ma il tutto va studiato con attenzione, non possiamo accettare tutto quello che ci propongono questi signori interessati solo ai lauti guadagni! Immaginate il territorio fra Villacidro e San Gavino tappezzato di pale eoliche con pochissime ricadute positive per la nostra cittadinanza!
Prima di decidere circa la realizzazione di un progetto di così vasta portata e così sicuro impatto, occorre valutarne attentamente i pro ed i contro e metterli sui due piatti di una bilancia di precisione. Nulla da dire sulla necessità di investire sulle cosiddette rinnovabili, ma … occhio.
Angelo (sono Ret Marut), i discorsi degli imprenditori continentali venuti a portare sviluppo e lavoro li abbiamo sentiti migliaia di volte e sarai d’accordo con me che non bisogna lasciarsi abbindolare. Ci sommergono con cifre e promesse, ma per quanto queste promesse possano essere contratualizzate non si ha mai la certezza che vengano rispettate.
Credo che la nuova mministrazione dovrebbe informare la popolazione con varie assemblee da tenere nei vari quartieri e non firmare nulla prima che la popolazione dia il suo assenso. I villacidresi dovrebbero dire come i loro soldi debbano essere investiti e le decisioni non devono essere calate dall’alto. Informare la cittadinanza non vuole dire dir loro: “Faremmo così e così”, bensì chiedere: Siete d’accordo su questo e quello?Cosa proponete?
Progetto Comune, che intendeva portare la democrazia diretta a Villacidro, potrebbe sviluppare il proprio progetto anche senza avere il governo del paese. Si tratterebbe di trasformarsi in movimento cittadino che vigila su quanto accade dentro e fuori il consiglio.
Mi pare stia accadendo tutto troppo in fretta…
Concordo…le energie rinnovabili, e a maggior ragione se proposte sul nostro territorio, sono un punto cardine del programma elettorale di PC. Ecco un argomento su cui confrontarsi, controllare e informare, nel caso qualcuno avesse appunto troppa fretta….si cominci a seminare per il futuro.
condivido a pieno.Occhio….senza vento le pale non girano,l’inquinamento acustico non è trascurabile……………L’indotto per il paese calcolando le grosse cifre investite è come dice Claudia Aru una sciocchezzuola pur essendo grosse cifre.
Il discorso del signor Hochkofler mi sembra troppo lineare per essere creduto appieno ,mi sa tanto di specchietto per le allodole.
Terminati i lavori dove sono le possibilita’ di lavoro per le persone del luogo?
Lui parla di 7 massimo 9 persone per tutto il consorzio,a meno che io non abbia capito bene.
E’ vero anche che se si vuole promuovere sviluppo e ricchezza un po’ di pragmatismo in piu’ non sarebbe male ma non sarebbe il caso di sentire prima dei veri esperti del settore onesti e sinceri perchè non è una questione politica ma un problema tecnico e scientifico.
Medio Campidano Eolica…con sede a Bolzano…cioè, società nata solo per fare eoliche nel medio campidano? mmm…
Concordo con Claudia.
Ricordarsi anche delle promesse fatte dagli australiani a Furtei. Quattro posti di lavoro temporanei a prezzo di una devastazione ambientale gigantesca. Che l’eolico sia un affare e non un vantaggio epr la popolazione lo dimostrano anche le notizie riportate da questo sito web:
viadalvento.org/
Ci risiamo. Ci riprovano. 98 % a loro e forse il 2% a noi, mi sembra una spartizione equa… Il nostro territorio deve essere difeso da questi speculatori ed i comuni non devono cadere nella trappola. Lo sviluppo di energie sostenibili deve essere incentivato ma deve essere anche occasione VERA di sviluppo lavorativo ed economico. Una Pala produce una media di 700/800 mila euro annui di cui a chi le ospita vanno percentuali ridicole. Tanto vale comprare due pale, dimezzare realmente le bollette e rivendersi l’energia in eccesso. Non ci vuole uno scienziato per capire che potremmo averne vantaggi incredibili. La tecnologia esiste ed è sul mercato , questi signori devono capire che non siamo dei buzzurri e dementi. Grazie
Scusatemi signori, vorrei fare delle precisazioni doverose. Le pale eoliche hanno una potenza di 3Mw (megawatt) e non 3Kw (kilowatt) così come scritto. La profondità delle fondazioni devono essere neccessariamente superiori ai 60 cm, diversamente è impossibile, con una tale profondità i pali non reggerebbero neanche alle operazioni di montaggio, figuriamoci poi a sostenere le pale…
Se sono giusti i dati che ho trovato sul cemento armato che serve per ogni pala (600 mc)per 50pale sono necessari oltre 30.000 mc di cemento.
Se il certificato verde ha un valore di 85 euro a MWh, e le pale sono da tre mwh, ammettendo che lavorino in media 12 ore al giorno, per 150 giorni all’anno, solo in certificati verdi produrrebbero quasi 23.000.000 di euro/anno. Se poi il costo di una pala (comprese le opere accessorie) è di 3.000.000, mi pare che in un periodo 15 anni si ripagano solo con i certificati verdi (e dovrebbero avanzarne parecchi euro, più l’energia prodotta). Io non sono un tecnico e ho solo fatto il conto della serva in base a quanto sentito nell’intervista e qualche dato preso in internet. Forse i miei dati sono poco attendibili, se qualcuno è in grado di fare calcoli sicuramente più rispondenti ci illumini
Mi pare che su altri argomenti ci siamo differenziati e abbiamo litigato, però su questo siamo sostanzialmente tutti d’accordo. Probabilmente rappresentiamo anche il pensiero della maggior parte dei villacidresi, quindi la nuova amministrazione e l’opposizione faranno bene a tenerne conto, se non vogliono cominciare col piede sbagliato il loro operato…
Parole sante!
per chi avesse voglia di leggere in DETTAGLIO le deliberazioni sull’eolico in maggio 2010: http://www.comune.villacidro.vs.it/Ricerca/index.jsp
il comune di villacidro dovrebbe valutare la possibilità di acquistare gli aerogeneratori, senza passare da finanziatori.
la discussione si dovrebbe portare avanti con il gestore locale per le condizioni di vendita scambio sul posto.
spero che i signori consiglieri non si dimentichino della necessità di istituire un UFFICIO TECNICO AD HOC composto da esperti in energetica, ambiente e territorio che sappiano valutare un piano energetico sostenibile e comprensibile dalla maggior parte della popolazione cidresa.
le consulenze usiamole quando servono!
e che il comune non dimentichi di dare assistenza tecnica a quegli imprenditori che sono stati avvicinanti dai ‘finanziatori dell’eolico’ che sfruttando il momento di crisi potrebbero farsi firmare concessioni al limite dello sfruttamento.
basta stare attenti ed essere propositivi, c’è sempre una soluzione equilibrata per tutti
🙂
@manuela, sono perfettamente d’accordo con quanto sostieni: la politica energetica della regione dovrebbe, appunto,favorire lo sviluppo delle aziende municipali ond’evitare l’arricchimento facile dei predatori nati proprio per intascarsi i contributi pubblici e lucrare anche sulle fonti rinnovabili. teresa pani, se vuole fare veramente gli interessi dei villacidresi, dovrebbe mettersi alla testa di questa rivendicazione. solo con il protagonismo dei consumatori e il ruolo corretto e trasparente delle amministrazioni locali è possibili produrre energia a basso costo e, dunque, pagarla a prezzo congruo. va da sè che in questo modo anche l’ambiente risulterebbe felicemente tutelato. amici cari, questa logica vale anche per l’acqua, i rifiuti e altri servizi importanti. a presto, per valutarne gli sviluppi.
chiedo scusa ho sbagliato ad incollare il link, nella fretta.
quando vi si aprirà la pagina del link, in alto accanto a ‘mappa’ troverete un campo di ricerca, digitate ‘eolico’ e cliccate sui pdf che il sistema vi troverà.
🙂
drovremmo essere noi i padroni del nostro sole e del nostro vento.noi sardi sappiamo soltanto piangerci addosso,dove è finito il nostro orgoglio,abbiamo tante risorse pulite,che dovremmo sfruttare noi,e invece,tutto ai continentali o agli stranieri.forse è ora che cambi qualcosa in sardegna,ma soprattutto la nostra mentalità.
Ecco che si cerca nuovamente di legalizzare una nuova truffa nei confronti dei sardi.Se chi si è opposto fino all’altro giorno a questa truffa ora che tiene le redini dovesse scendere ad un compromesso con queste persone , sarebbe davvero grave e poco rispettoso nei confronti del paese e dei suoi abitanti … perciò io spero che queste persone abbiano la coerenza di proseguire sulla strada già intrapresa precedentemente
Se l’amministrazione comunale ritiene il metodo valido, si compri le pale. Ne bastano due o tre, non decine.
In questo modo, i benefici della produzione di energia, ricadrebbe integralmente sulla cittadinanza.
peccato che l’eolico sia sviluppato solo A SCOPO DI LUCRO! La cittadinanza non ne ottiene alcun beneficio, l’energia prodotta verrà venduta alla solita Lobby chiamata Enel che la rivenderà poi al popolo Sardo con i costi che già ben conoscono…e i ricavi della vendita ovviamente non restano a Villacidro ma vanno a qualche “imprenditore Nordico” dall’ animo “Padano”….altro che energie rinnovaabili….
Amici del blog, riprendo il discorso che avevo solo iniziato e che si è poi sviluppato coi Vostri ottimi interventi. Molto umilmente Vi dico che il gioco non vale la candela ed il danno ambientale supera ogni eventuale vantaggio economico per la nostra comunità.
Questo danno non consiste in un semplice problema “estetico” : il fatto è che si vuole percorrere la tortuosa strada dell’occupazione di terreni agricoli su larga scala per usi energetici. E’ proprio il principio che non funziona.
Si stanno distruggendo le foreste di mezzo mondo, naturalmente nei paesi poveri, nei quali diverse multinazionali (anche europee) occupano suolo agricolo utile al sostentamento delle popolazioni col solo scopo di far loro coltivare cereali, canna da zucchero… esclusivamente per la produzione di biocarburanti. Vengono pagati una miseria ed inoltre muoiono ancor più di fame, per soddisfare i nostri bisogni energetici. La storia ha un andamento ciclico, non ci sono fatti isolati. Ce la sentiamo di fare un paragone?
E’ notorio che chi si occupa di fotovoltaico ha interesse a realizzare grandi impianti a terra, per i quali occorrono vaste porzioni di terreno; diversi agricoltori, stufi ed insoddisfatti della campagna, cedono ed affittano le
loro terre o parti consistenti delle stesse.
Nel caso del gigaeolico il concetto è lo stesso, anche se, ovviamente, le aree utilizzate possono essere di dimensioni minori. Ma provate ad aprire questa strada e vedrete cosa probabilmente succederà tra non molti anni.
I problemi tecnici si risolvono più o meno facilmente; qui il problema è di ben altra natura. E’ una questione di principio, quindi di fondo.
Perchè, chiedo io, con tanta gente che muore di fame si deve togliere potere produttivo ad un agricoltore, che lo voglia o no?
In più vale anche nel nostro caso il discorso della colonizzazione dei nostri territori alla quale, pare, abbiamo fatto l’abitudine. Che volete farci, la nostra bella regione stimola appetiti di vario genere, siamo in pochi e disponiamo di tanto spazio libero, tanto più in questo momento climatico in cui la desertificazione avanza a grandi passi.
Vediamo quanto siamo abili a farci prendere in giro oppure ragioniamo su tipologie di impianti dimensionalmente e strutturalmente più adatti alle caratteristiche della nostra Terra.
dobbiamo diventare una nazione,svegliamoci,diventeremo padroni delle nostre risorse.
scusa di quali risorse parli?
La Sardegna non ha materie prime se non quelle agricole e pastorali.
Noi sardi non abbiamo soldi per creare sviluppo talmente siamo poveri,anche se relativamente e diventare una nazione non mi sembra l’idea migliore.
Le nostre risorse? In effetti… possiamo considerare oltre 1’600’000 persone. Cominciamo a diventare padroni di noi stessi; se non sono risorse quelle umane…
peccato che non siamo cannibali per sfruttare queste risorse umane(scusa é uno scherzo).
Va bene e poi,come ti introduci nel mercato mondiale senza altre risorse,al limite potremo introdurci nel mercatino rionale.
Se un’azienda non entra in borsa niente mercati,niente export,niente scambi al limite solo quelli culturali.
“Padroni di noi stessi” significa, intanto, cercare di ragionare con la propria testa. A parte questo, voglio dire che sarebbe ora ci rendessimo conto delle potenzialità nostre e della nostra Terra e ci muovessimo in modo coordinato per farle fruttare. Chi lavora sa bene che le prime risorse sono sempre quelle umane, solo che bisogna valorizzarle e motivarle.
“Mercato mondiale”? “In Borsa”? Non mi risulta sia necessario per un’azienda essere quotata in Borsa per allargare i propri orizzonti, nazionali ed internazionali. Forse si tratta di nuove regole, ci si può aspettare di tutto.
Può darsi che sia controtendenza o fuorilegge senza saperlo, dato che lavoro anche con l’estero con una semplice s.r.l.
Peraltro non è che una qualunque impresa possa avere uno sviluppo infinito; si può esistere anche lavorando entro i confini nazionali o regionali: dipende dal settore di attività e dai fini che ci si pone.
Poi, mi chiedo, se non riusciamo a far valere le nostre potenzialità entro i nostri confini (dato che siamo invasi da prodotti, spesso spazzatura, provenienti da altri paesi), che sarebbe la prima cosa, come possiamo pretendere di sfondare fuori?
Aggiungo, dato che si parla di eolico e non vorrei abusare della pazienza e della cortesia dei moderatori, che ci potrebbe essere qualcosa da rivedere in un sistema in cui si pensa di investire sulle energie rinnovabili e poi qualunque impianto si basa su componenti che fanno migliaia di chilometri per arrivare da noi. Pensiamoci su, se possibile.
hai gia’ risposto da solo Angelo.
Certo si puo’ esistere come dici tu,ma combattere la concorrenza dei prodotti spazzatura non è facile anche perchè le piccole aziende non hanno possibilita’ di adeguarsi ai prezzi sempre piu’ bassi.
Per creare sviluppo occorrono grandi capitali che gli imprenditori preferiscono investire nei paesi dove la manodopera costa poco e dove si pagano meno tasse.
Ci si deve piu’ spesso accontentare di quel che offre il convento e lottare sempre
perchè le cose cambino.
La produzione di energia di qualunque tipo essa sia non dovrebbe essere privata.
Abbiamo la tendenza ad aspettare i “grandi capitali” che ci lancino in chissà quale olimpo; tali capitali sono spesso di colonizzatori che invadono i nostri lidi e li sfruttano senza mezzi termini. Diffido degli imprenditori sardi o italiani che vendono a Cagliari e comprano ( o compravano ) in Tunisia, anche la manodopera. E’ una questione di principio. Il costo della manodopera italiana è quello che è, dobbiamo prenderne atto e rifare i conti; a meno di abolire la popolazione italiana.
Quando capiremo che le piccole e medie imprese, possono servire a superare quest’atteggiamento passivo di attesa, forse avremo fatto un enorme passo in avanti.
…sotto trovate il link della deliberazione 24/23 che stabilisce l’iter e le procedure per l’autorizzazione, anche degli impianti eolici…l’art. 8 dell’Allegato A definisce cosa si può fare nell’incontro pubblico che si terrà a San Gavino il prossimo 6 giugno…sarebbe interessante se il nuovo consiglio comunale di Villacidro fosse convocato per tale data a San Gavino…in ogni caso ciascun cittadino può fare delle osservazioni…ricordatevi che è opportuno che le osservazioni siano scritte e vengano consegnate in tale contesto…interessante anche il comma 3 che permette alla regione di avviare un’inchiesta pubblica…
Link
Articolo 8
(presentazione al pubblico e partecipazione)
1. Di norma entro venti giorni dalla data di pubblicazione dell’annuncio nel quotidiano, il proponente provvede, a sua cura e spese, alla presentazione al pubblico del progetto e dello SIA, secondo le modalità concordate con il Servizio SAVI.
L’avviso per la presentazione al pubblico, da affiggere all’Albo Pretorio del Comune interessato e da pubblicizzare adeguatamente, dovrà contenere le informazioni riportate nel seguente schema:
PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE REGIONALE
– Presentazione al Pubblico –
AVVISO
In data…………alle ore …………presso……………….indirizzo ….…………………in Comune di ……………… si terrà la Presentazione al Pubblico dello Studio di Impatto Ambientale e del relativo progetto per l’intervento: ……………………………………………….……………………………………………………………….
proposto da: ………………………………………………………………………………………………………………..
Nel corso della presentazione, i cittadini potranno presentare osservazioni, o fornire elementi conoscitivi utili alla valutazione, che saranno acquisiti agli atti da parte del funzionario del Servizio SAVI.
Breve descrizione del progetto:
Durante la presentazione al pubblico, a cura di un rappresentante del Servizio SAVI, sono verbalizzate e acquisite agli atti le osservazioni dei cittadini singoli o associati.
2. Quando il proponente intende uniformare, in tutto o in parte, il progetto ai pareri o osservazioni, ovvero ai rilievi emersi nel corso della presentazione al pubblico, ne fa richiesta al Servizio SAVI, indicando il tempo necessario, che non può essere superiore a 60 giorni, prorogabili, su richiesta del medesimo proponente, di ulteriori 60 giorni. La richiesta interrompe il termine della procedura che riprende il suo corso con il deposito del progetto modificato. Il Servizio SAVI valuta se ricorrono le condizioni per una nuova pubblicazione.
3. La Regione può disporre lo svolgimento di un’inchiesta pubblica per l’esame dello studio di impatto ambientale presentato dal proponente, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni dei cittadini. Dei lavori svolti è redatta una relazione di cui si tiene conto nel provvedimento di valutazione dell’impatto ambientale.
4. Il proponente, qualora non abbia luogo l’inchiesta di cui al comma 3, può, anche su propria richiesta, essere chiamato, prima della conclusione della fase di valutazione, ad un sintetico contraddittorio con i soggetti che hanno presentato pareri o osservazioni. Del verbale del contraddittorio si tiene conto nel provvedimento che conclude la valutazione dell’impatto ambientale.
5. Qualora a seguito dell’inchiesta, ovvero del contraddittorio, il proponente intenda modificare il progetto in coerenza con le osservazioni pervenute, ovvero dei rilievi emersi in fase di consultazione, ne fa richiesta al Servizio SAVI nei trenta giorni successivi allo scadere del termine di cui all’art. 6, comma 8.
ottima idea pastore tedesco convocare il nuovo consiglio comunale per il 6 giugno a san gavino e discutere su un argomento come il parco eolico………Vediamo se dall alto ti ascoltano.