Sono quattro le liste in campo, con una doppia spaccatura nei due poli
VILLACIDRO. Giuseppe Dessì lo scriveva nel 1972: «Qui, nel mio paese, i prinzipales hanno ben capito che si comanda e si difendono meglio gli interessi se si sta nell’ombra». È vero, nella seconda metà dell’Ottocento, a Norbio, il gioco democratico era zeppo di intrighi e fantasmi. Perché se, da sempre, Norbio è l’unico «Paese d’ombre», nella realtà è Villacidro. Lo è nelle persone e nei luoghi raccontati in quelle pagine – sono divine – e lo è nel suo speculare rituale quotidiano. È la patria delle grandi leggende, arricchite spesso da altre favole più popolari: siamo nella terra che fu delle fattucchiere, almeno così l’ha catalogata l’inviato Roberto Borin, e non solo lui, nel suo insolito «Viaggio nei borghi delle streghe». Ebbene, fra drammi dell’Ottocento, processi sommari alle Cogas, le streghe, nel Milleseicento, fra l’anatema lanciato da sei frati in fuga, nel 1858, piume di gallina e amuleti, è questo lo scenario di Norbio-Villacidro. Dove continua a esserci un’aria di mistero intorno ai simboli del bi-capoluogo del Medio Campidano, le cascate di Sa Spendula e il Lavatoio, o nella ricetta segreta dell’Amaro-Giallo, giallo-zafferano, che dal 1882 porta il nome del paese. O perché no, c’è qualcosa di oscuro persino nelle urne delle elezioni comunali. Anticipate di quasi tre anni, dunque improvvise dopo la morte, nel 2010, del sindaco Ignazio Fanni. Era il farmacista del paese o per altri l’alchimista del villaggio, in vita venerato per la sua spiccata umanità da benestante padre di famiglia, e adesso santificato dal centrodestra locale. Beato subito, in politica, perché nel 2008, fu lui a travolgere il centrosinistra in una delle sue roccaforti, Villacidro appunto, fino a frantumare uno zoccolo duro e rosso che vantava ben sette vittorie consecutive in municipio. Era una legislatura fa, eppure nelle piazze aleggia ancora l’ombra del Dottore dai molti capelli bianchi: al suo funerale hanno pianto tutti, anche gli avversari. Ma Ignazio Fanni non è l’unica figura che appare e scompare da queste parti. Da dietro le quinte è anche un altro prinzipale questa volta del commercio. È Giovanni Muscas, vulcanico imprenditore di successo, nato dal nulla. Anzi, dentro una Moto Ape: con quella da ragazzovendeva frutta e verdura di casa in casa. Oggi comanda un impero, «Nonna Isa», e mette assieme fatturati brianzoli fra i primi in Sardegna. La sua azienda dà lavoro a più della metà del paese ed è sempre lui a togliere dalla strada disoccupati e cassintegrati lasciati a terra da un’industria in malora. Però è bizzoso e spesso si lascia prendere la mano dalla foga padronale. Un anno fa fu sfrontato nel guidare l’assalto al Comune, era sostenuto dai dipendenti caricati a molla, perché la giunta non voleva fargli aprire negozi e centro commerciale il 4 dicembre, festa della santa patrona. Ricevuto l’ennesimo no dall’allora sindaco Fanni, che poco dopo gli negherà anche un supercinema, per ripicca quella mattina Disario Muscas finì per piantare le bandiere aziendali, con stampato il sorriso di «Nonna», fra un Tricolore, i Quattro Mori e lo stendardo comunale nell’aula buona del Municipio: uno sfregio. Forte e provocatorio, lui è il prinzipale col quale, dicono al Lavatoio, bisogna fare sempre i conti se c’è un’elezione da vincere e Disario il becco ce lo metterà anche stavolta.
C’è un terzo padroncino, a Villacidro: è il deputato del Pd Siro Marrocu. Da sindacalista a consigliere regionale, poi parlamentare, ogni gradino superato di slancio, e nel frattempo anche presidente della Villacidrese calcio. Nello nello sport ha avuto meno fortuna: nella Seconda divisione nazionale, lo hanno punito con tredici punti di penalizzazione per non aver pagato gli stipendi. Brutto scivolone e fallo da rigore: una macchia per l’uomo del popolo. Che comunque controlla i voti del Consorzio industriale, si fa sentire dentro l’Asl ed è anche il marito di un candidato-sindaco, Teresa Pani del Pd. In queste elezioni, è proprio sua moglie a guidare un centrosinistra pressoché compatto. Siro Marrocu sa bene di essere fra i prinzipale della politica, in senso buono e senza nulla togliere a una consorte dalla spiccata autonomia e dalla lunga esperienza amministrativa, che sul web alla domanda sul possibile imbarazzo per la parentela, risponde orgogliosa e bene: «È soltanto una responsabilità in più». Da vicino lo sky-line di Norbio-Villacidro è questo e quattro sono le liste in campo. Una, come detto, ha il marchio ufficiale del centrosinistra ed è capeggiata da Teresa Pani, con una sola missione: vincere, per cancellare subito l’onta del 2008, che ancora brucia per quanto è stata clamorosa.
Dalla stessa parte arriva anche la coalizione «Progetto comune». Ha candidato Antonio Muscas, non è imparentato con «Mister Isa», che sostiene con forte senso dell’onore di “aver rifiutato le offerte della sinistra autoreferenziale”. Sulla barricata opposta, ci sono altre due liste, quelle del centrodestra, una contro l’altra, giusto per non farsi mancare nulla: «Anch’io per Villacidro» e «Villacidro futura». Nella prima, sono raggruppati gli eredi di Fanni, che vogliono rivincere con Antonio Silanos. Il loro candidato-sindaco ha trentadue anni: dicono sia un degno delfino ma chissà perché l’altro giorno ha bucato il dibattito a quattro negli studi della Rai. È stato scelto a sorpresa dopo una complicata lite casereccia fra Sisinnio Piras, consigliere regionale, e Tarcisio Piras, influente capocorrente. Lite finita in pareggio. Per la pax nelle urne, il primo ha rinunciato alla designazione di Giannina Orrù, sua cognata, vicesindaco uscente e reggente del municipio dopo la morte del sindaco. Penalizzata nella successione anche dalla troppa sincerità: «Alle Politiche – disse da plenipotenziaria – ho votato Centrosinistra», una colpa per chi da sempre ha la testa a destra. Invece l’altro capo-bastone è stato costretto a rinunciare alla promozione sul campo dell’ultimo assessore ai lavori pubblici, Franco Mura. Tessera contro tessera, i due notabili si sono annullati, ma hanno avuto il buon gusto di recuperare i sacrificati. Orrù e Mura sono stati candidati come consiglieri, perché a maggio ogni croce è sacra soprattutto quando il turno è a balla-sola, cioè diventerà sindaco chi avrà anche un solo voto in più. Infine, c’è la quarta lista: «Villacidro Futura», primo frutto, nel Medio Campidano, della fuga finiana da Berlusconi. Il richiamo a «Futuro e libertà» è evidente già nel nome della compagine, che con una prossima quarantenne, Gessica Pittau, e molti giovani vuole scombinare i pronostici e infilarsi nella bagarre.
Chi vincerà? C’è una web-tv, «Villacidro.info», che oltre a essere informata – il primo video da cercare è la rivolta di un ragazzo-elettore contro la politica – tiene aggiornato un sondaggio. Senza violare la par condicio, è facile ipotizzare che sarà un testa a testa. Almeno fra due liste su quattro.
Umberto Aime – 8 maggio 2011 – Fonte: LA NUOVA SARDEGNA
Secondo me è l’articolo più bello che sia stato mai scritto in questa campagna elettorale. Ha riportato i fatti così come sono avvenuti, cosa di non poco in questi tempi. Giusto riconoscimento anche a questo blog, vera novità nella nostra cittadina.
…ottimo articolo..avrebbe dovuto rispettare un pò di più la par conditio…ma rende comunque l’idea della suddivisione del potere a villacidro e sulla necessità di ribellarsi a certi poteri costituiti…
Questa campagna elettorale è stata anche divertente. Ma avete visto le foto del pranzo organizzato dalla Pani all’ex mensa della Scaini??? E meno male che lavora alla asl 🙂 E tutti li a mangiare felici in mezzo a polveri di ogni tipo e genere. Scene come queste non hanno prezzo. La loro idea comunicativa era quella di usare le Ombre rimaste del lavoro per far presa sulla solita fetta di elettori creduloni, ma per carità, e lo sogan poi Muahuhuahuhauhauh
Riavvia… ma quale riavvia, a voi serve un aggiornamento che siete ancora con windows 3.1
sei troppo generoso hanno ancora il sistema a schede perforate
con questo articolo il giornalista cerca di dimostrare il peggio della politica ,quando parla di padroni economici o politici o lotte di potere all’interno dello stesso partito, vienne spontaneo chiedersi dovè la scelta democratica delle elezioni ? la risposta la da lo stesso giornalista quando conclude parlando di Villacidro Futura dice “scombinare i pronostici”quindi un invito credere nel futuro di Villacidro con i giovani
Questo articolo è lo specchio di Villacidro!Complimenti all’autore che deve aver fatto una ricerca non indifferente per riuscire a mettere letteralmente a nudo il nostro spaccato politico!!Ottima scelta averlo pubblicato!
il giornalista ha commentato obbietivamente.ma i villacidresi non dimenticano chè non tanto tempo fà non ci permettevano nemeno l’ingresso al municipio.
Ottimo articolo con una grossa inesattezza. Giovanni Muscas non piantò l’insegna di Nonna Isa vicino al tricolore. Ci tentò. Ma fui io a chiedere al sindaco Fanni che impedisse questo gesto scellerato, pubblicamente, davanti alla folla che stava nell’aula consiliare. E il sindaco dovette imporsi e riuscì a non far mettere l’insegna del bottegaro Muscas vicino al tricolore. Questo per spirito di verità.
confermo, c’ero anche io la dentro, la bandierina non fu accostata agli altri emblemi
…A proposito di riferimenti a “Paese d’ ombre”, nel romanzo si narra la storia di Angelo Uras, un giovane ben inserito nel tessuto di Norbio,ma non un politico… che diventerà un sindaco “illuminato”…Nella competizione elettorale raccontata nel romanzo non vincono i prinzipales, nè la vecchia politica, ma proprio Angelo Uras, perché giovane, perché onesto, perché conoscitore dei disagi e delle esigenze del popolo, perché sceglie di candidarsi per aiutare il suo paese a uscire dagli schemi della solita politica…perché viene dal basso…e proprio Angelo Uras riuscirà, nonostante la sua “inesperienza politica” a migliorare la vita della cittadina…
A proposito di riferimenti a “Paese d’ ombre”, il romanzo racconta la storia di Angelo Uras, un giovane ben inserito nel tessuto sociale di Norbio, ma non un politico…che spezzando proprio i consueti schemi poiltici diventerà un sindaco “illuminato”…Nella competizione elettorale narrata nel romanzo, infatti, non vinceranno i “prinzipales” né chi per loro, ma proprio Angelo Uras, perché giovane, perché onesto, perché profondo conoscitore dei disagi e delle esigenze del suo popolo, perché proviene dal basso…e con la sua “inesperienza politica” sarà proprio Angelo a rendere migliore la vita del paese, non perdendo mai la capacità di dialogare con la sua gente…
le qualità di Angelo uras ,onestà ,gioventù,entusiasmo nel lavorare per i concittadini,sono identificabili in gessica..anche lei senza padroni , padrini e partito!
Quoto in pieno! diamo la fiducia a Gessica Pittau!
speriamo davvero la gente si svegli e abbia la voglia di dare la svolta a Villacidro…basta con i soliti nomi che si spartiscono le poltrone…è ora di dare la possibilità a persone giovani, competenti, serie e oneste di amministrare il nostro paese…ora tocca a noi scegliere, la possibilità l’abbiamo…il futuro del nostro paese è nelle nostre mani…forza Angelo uras!!!!
Una bella fotografia di villacidro..Sopratutto il pezzo su Pani e Silanos.
Anche da questo bell’articolo si capisce che quella scelta a sorpresa è stata un ripiego, probabilmente dettata anche da qualche rifiuto “importante” ottenuto qua e là.
A parte questo, vorrei sperare che la metà del paese, per rifarmi all’indicazione quantitativa del giornalista, non vada a votare semplicemente seguendo le indicazioni del sommo maestro Nonno Iso, qualsiasi esse siano.
Purtroppo, i rami dell’azienda, sono come i tentacoli di una piovra…
complimenti al giornalista, analisi puntuale e ricercata. deve aver spulciato tutto Villacidro.info 😀
questo articolo è troppo bello…
Questo è il tipo di giornalismo che sogno. Analisi quasi da neorealismo.
gia…..
Mi associo ai complimenti per l’articolo, preciso e veritiero della situazione politica di Villacidro,
un giornalismo che vorremmo leggere o vedere in tv anche a livello nazionale.
Auguro, a chiunque vinca, prosegua con onestà e competenza quello ch’è stato tracciato dal compianto Sindaco Fanni.
Il pezzo di umberto aime è di pregevole fattura: irrompe sul teatro politico locale infilandosi tra il chiacchiericcio di piazza e il brigare del retroscena, dove le “ombre” dei printzipales condizionano, intimoriscono,ricattano,manovrano i burattini in scena. Sindaci come angelo uras, a villacidro non ce ne sono mai stati, potranno essercene solo in caso di altre eccellenti opere letterarie. tuttavia, i giovani che intendono ricalcare le gesta di angelo uras, possono riservarci piacevoli sorprese e chissà se non abbiano anche la ricetta per immunizzarci dalle ombre malefiche che continuano a pervadere il paese?