Una notizia che non avremmo mai voluto leggere
Trenitalia conferma l’annullamento di un ordine di cinque elettrotreni alla Keller Elettromeccanica di Villacidro (importo di circa 16 milioni di euro) e mette in ginocchio l’azienda, attorno alla quale si stagliano adesso scenari disastrosi. L’ente ferroviario di Stato non solo ha annullato le commesse, ma ha anche annunciato che chiedera’ una penale di 10 milioni alla Keller per inadempienze contrattuali.
La situazione e’ precipitata questa mattina a Roma quando Trenitalia, incontrando i dirigenti della Keller e un funzionario della Sfirs, ha comunicato di non aver alcuna intenzione di rivedere le sue posizioni. Ai dirgenti Keller non e’ rimasto che incassare il grave provvedimento e rientrare nell’isola da perdenti. Prima tappa e’ stata, dopo l’arrivo all’aeroporto di Elmas, la Regione per mettere al corrente il presidente Cappellacci e gli assessori Alessandra Zedda (Industria) e Trasporti (Christian Solinas) del naufragio del piano di rilancio dell’azienda.
”E’ una paradosso che Trenitalia – ha commentato il direttore genrale della Keller, Marco Serpi -, pur avendo ricevuto formale evidenza da Palazzo Chigi il 28 giugno scorso del via libera dell’Unione Europea al piano di rilancio industriale dello stabilimento, abbia comunque proceduto a breve distanza di tempo alla risoluzione di uno dei piu’ importanti contratti in portafoglio della nostra azienda”.
”A questo punto si aprono nuovi scenari – ha proseguito Serpi -, da valutare a strettissimo giro con Regione, sindacati e lavoratori per non disperdere il consolidato patrimonio aziendale, proprio in un territorio cosi’ martoriato da processi di desertificazione industriale”.
Durissimi i sindacati di categoria, che hanno incontrato i dirigenti Keller nell’associazione Industriali di Cagliari dopo la prima tappa alla Regione. ”L’ostracismo di Trenitalia – hanno detto Gianluigi Marchionni (Fiom), Mauro Angioni (Fsm) e Andrea Farris (Uilm) -, rivediamo lo stesso atteggiamento dell’Eni quando affosso’ la Nuova Scaini. Due enti di Stato che prevalgono anche sui Governi nazionali. E’ inacettabile un comportamento simile, non puo’ essere consentito”.
Per venerdi’ mattina i sindacati hanno convocato un’assemblea generale dei lavoratori in fabbrica. Si prevedono una forte mobilitazione e clamorose iniziative di lotta.
(ANSA) 31 AGO 2011
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“Ora, con l’impegno del presidente Ugo Cappellacci e degli assessori Alessandra Zedda e Cristian Solinas e alla determinante mediazione del vice capogruppo alla Camera Salvatore Cicu – conclude Piras -, finalmente un’importante realtà produttiva del territorio potrà riassorbire le maestranze e riprendere la produzione di materiale rotabile”.
Ha incensato la sua corrente prima di conoscere il risultato dell’incontro e ha fatto una mega figura di mer*a. Se fosse andato tutto bene sarebbe stato merito loro e ora che andata male di chi sono le colpe politiche?
non si possono usare nomi di personaggi famosi, storici, noti.
Dove sta il problema? Basta vendere i capannoni di Carini……e ripianano i debiti di Villacidro….perke’ non si fa????
per te non sara’ un problema ma per il proprietario si.
Nessun imprendintore è obbligato a spendere di tasca propria per salvare 300 posti di lavoro di una fabbrica che fa acqua da tutte le parti.
Il problema non è solo uno ,sono tanti e nessuno rischia per un qualcosa che è già un fallimento a priori.
Considera che la crisi è a livello mondiale e l’errore è nella globalizzazione che ha permesso l’entrata nei mercati europei e mondiali di prodotti asiatici di scarsa qualità che hanno cambiato la psicologia degli uomini di poca volontä indirizzata solo al consumismo e all’esaurimento di tutte le riserve naturali e ad invadere il globo di veleni e di immondezza.
Egregio signore, Lei risponde in questo modo solo perchè non ha sensibilita sociale e fomenta la guerra tra poveri. A Palermo “lavorano” 201 esseri umani che non possono privarsi di uno stabilimento che è la sola risorsa insustriale in un terrirorio industrialmente desertificato e socialmente nelle mani della mafia. La vera colpa è della dirigenza Keller che ha sempre cercato di speculare su tutto e su tutti senza pietà, con la collaborazione delle varie istituzioni, ministero dello sviluppo economico su tutte, infatti non a caso il presidente della keller è l’on. Borghini che a lavorato al ministero per un ventennio. La guerra tra poveri non paga, chi deve pagare sono solo i colpevoli che non certo sono i dipendenti. Poi la informo che la keller non può vendere gli stabilimenti di Palermo perchè sono già ipotecati dalle banche. Si informi. Saluti
ma il presidente di trenitalia non e un x sindacalista della cisl non vorrei sbagliarmi anche (inquisito ultimamente e uomo di governo)trarre conclusioni berlusca i sardi li vuole suoi schiavi ma..de.to bas..r.o.rivoluzione ……sardi svegliamoci qui ho lottiamo ho ci finiscono di massacrare
Parole sante..bisogna svegliarci da questo torpore, la sardegna sta affondando come il titanic, il punto di non ritorno non è tanto lontano..svegliaaaaaaaaaaaaaa
“”Per venerdi’ mattina i sindacati hanno convocato un’assemblea generale dei lavoratori in fabbrica. Si prevedono una forte mobilitazione e clamorose iniziative di lotta.””
Clamorose azioni? scusate ma mi scappa da ridere!!! sono proprio curioso di sapere quali azioni clamorose siano in grado di organizzare i nostri sindacalisti!
per 2 volte ha portato gli operai in “protesta” prima a cagliari e poi a roma, risultato? a cagliari avevano fissato una data per una riunione poi come sempre annullata poco prima, a roma non si è presentato chi di dovere!
ora vediamo se il sindacato vuole ancora farsi e farci prendere per il c..o con queste azioni inutili!
Siete voi che dovete prendere in mano il vostro destino, senza delegarlo ai sindacati, ai politici, ecc. I sindacati devono ascoltare voi e non viceversa. O fate sentire per davvero la vostra voce, oppure potete tranquillamente mettervi l’anima in pacee e risparmiarvi la passeggiata a roma o cagliari.
parole sante!!
se il sindacalista risolve i problemi che motivo ha di esistere? se il politico non fa gazzosa chi lo vota? meditate gente
carissimo operaio KELLER mi dispiace tantissimo ciò che sta succedendo alla vostra azienda unica grossa realtà industriale a livello nazionale in tutta la provincia MEDIO CAMPIDANO. ma con dispiacere mi duole farti quache piccola osservazione sul tuo commento. le azioni clamorose dei sindacati hanno buon esito se la partecipazioni alle lotte sono coerenti e partecipate, ciò che mi sembra non avvenga nella vostra azienda, su circa 300 dipendenti più indotto, come mai ultimamente a ROMA e precedentemente in altre occasioni siete in pochissimi a partecipare alle manifestazioni?? guarda caso in occasioni di scioperi e manifestazioni partecipano solo e sempre le stesse persone , operai che lavorano , pensionati, di operai in cassaintegrazione e disoccupati se ne vedono sempre troppo pochi, per ottenere qualcosa serve la collaborazione in primis di tutti voi e nessuno escluso, vedendo la vostra massiccia partecipazione vedrete che verrà anche la collaborazione e l’aiuto di tutti come è capitato in altre realtà con la stessa vostra situazione, l’esito che verrà non si sà, MA PROVARE A COMBATTERE TUTTI UNITI NON COSTA NIENTE è IN CAMPO PER TUTTI LA STESSA CAUSA LAVORO LAVORO.scusami se il mio punto di vista e un pò duro. nell’augurarvi una buona risoluzione al grave problema non posso fare altro che scriverti tanti AUGURIIIII ciao MARCELLO
Il tuo commento non è per niente duro, mi dipiace dirlo ma per certe persone sta bene che l’azienda chiuda..(mi fermo qui)
Ho visto comportatmenti troppo squallidi quando si trattatva di scioperare per i propri diritti, operai nascondersi o far finta di togliersi la tuta prottetiva binaca e poi come i compagni uscivano fuori dal reparto, riprendesserò a lavorare..e tantissime altre vicende
Impiegati che non scioperasserò per il licenziamento dei loro colleghi e stavano tranquillamente dietro la scrvania..
In questa azienda dal primo all’ultimo si è sempre pensato a se stesso, non c’è mai stata coesione e lealtà..
Un ambiente di m…..
Purtroppo al sindacato ci credono in pochi, non è mai riuscito ad ottenere nulla, non riuscirebbe neanche a rubare le caramelle ad un bambino(in sardo rende di più :))
Questa sarebbe la volta buona per riconquistare gli iscritti e non, e magari che qualche operaio e impiegato si svegliasse
Cosa avevo detto nella precedente notizia?
Il prode Piras ha deciso di puntare i piedi, di intervenire personalmente..e cos’è successo?Una citazione per danni di ben 10 milioni di euro!
Ad un’azienda con un piede e mezzo nella fossa!Che dire, dalla padella alla brace..Anzi, dalla padella al vulcano.
Ciao. Vorresti dire che se la cosa si fosse risolta (o si risolverà) positivamente sarebbe stato (o sarà) merito del “prode” e che altrimenti dobbiamo attribuirgli delle colpe? Siamo pieni di presunti salvatori della patria o di capri espiatori; magari le cose fossero così lineari…
Questo concetto dei popoli che devono essere lasciati in pace è fondamentale, racchiude umanamente molti significati; ma dal punto di vista strettamente economico, in questo momento e anche nel nostro caso, mal si accorda con la necessità di sostentamento di molte aziende moribonde. Bisogna un pò mettersi d’accordo sul tipo di “indipendenza” di cui si parla.
D’altro canto come si conciliano rispetto per le tradizioni, per la cultura, per la dignità (alla fine) di un popolo e gli intenti dei potentati economici che vedono affari dappertutto? Solo con un equilibrio che non c’è; perlomeno non lo si può certo trovare dalle parti delle solite genti nordamericane ed europee, italiane comprese, dal passato colonialista e dal presente chiamato in altro modo (facendo finta che nulla sia successo).
Il riscatto del popolo sardo passa attraverso una coscienza comune, solo un colpo di reni collettivo potrà consentirci di rialzare la testa. Bisogna reindirizzare le proprie forze di sopportazione in modo attivo, coordinato, mirato verso un unico fine. Solo tramite l’unione si ritrova l’identità e la forza di un popolo.
Questa forza d’unione la si potrebbe anche riscontrare nel dar credito ai propri capi e rappresentanti, casomai fossero effettivamente scelti da tutti e casomai ci rappresentassero effettivamente. Non c’è invece unità duratura neanche in questo.
Io credo che il popolo sardo come tale, in questo momento di gran confusione, non abbia deciso quale dovrebbe essere il proprio destino e quello della propria Terra.
ecco Angelo hai toccato il punto focale:l’unione.
Noi Sardi non solo non siamo uniti ma non abbiamo neanche un indirizzo comune non abbiamo una coscienza di stato o nazione comune.
Siamo contro ogni forma di autoria’ e chiunque ci governi è un nemico.
Un cittadino di un paese vicino è chiamato Su strangiu e lo si accoglie e lo si guarda con tanta diffidenza.resta su stranciu per tutta la vita.
Se vogliamo autodeterminarci dobbiamo prima capire chi siamo e dove vogliamo andare,dopo si potrà parlare anche di indipendenza.
Io non voglio essere independente perchè ho cacciato l’invasore ma perchè mi sento matura pronta a gestirmi da sola e dare il giusto valore al territorio in cui vivo dal quale dovro’ trarre il mio sostentamento.
I tempi non sono maturi noi Sardi non siamo pronti ad affrontare cio’ che comporterebbe una indipendenza.
LEvaliggie son pronte non mi tirero certo in dietro ,se è neccesario non è certo la prima volta anche se ora non ho piu 20 anni ma una cosa e più che certo non sono il politico che anticipa il menù prima di vedere in che chiosco sei finito , in che posizione devi star seduto per non far figure di me…..a .Io il mio essere me lo son creatto senza aiuti e senza promesse come il nostro benemerito deputato e grazie anche al suo interessamento che son finito a preparar ancora una volta le valiggie,ma dai lui a ben altro da fare sai alla camera con tutti i deputati ,con tutti i problemi .l’azienda incapace di gestire una vera e propria realta dove tutti invidiavano il nostro lavoro ,non han fatto niente per far si che morisse ,certo si mangiava in somma i marocchini lavorano e li euro ci sono ,non ci dobbiamo preoccupare ,va tutto bene ,vedi le ultime notizie .
Quando tutti noi sardi, ci decideremo a chiedere indietro i soldi che ci deve trenitalia visto che siamo l’unica regione che non paga il biglietto del treno per la reale tratta ma per chilometraggi forfettari ( ovviamente sempre in eccesso) , sarà sempre troppo tardi. Uniamo che disponiamo di mezzi fatiscenti e di un servizio pessimo, non abbiamo mezzi veloci , i collegamenti sono pietosi e andiamo ancora col carburante! ( gli unici in Italia!). NON BASTA, ci vuole anche l’ennesima beffa a nostro danno, un’azienda in ginocchio e arriva la batosta finale. Non abbiamo alcun valore politico, questa è la verità, da pezzenti ci prendono e da pezzenti ci lasciano. Resta che noi glielo lasciamo fare.
A Claudia,
già,”da pezzenti ci prendono e da pezzenti ci lasciano”…ma noi sardi non diamo loro alcuna alternativa,ci comportiamo da pezzenti veri.
– Abbiamo un’autonomia e non la usiamo.Non la sappiamo o non la vogliamo usare?
– Abbiamo,e abbiamo avuto,i quattrini per lanciare,rilanciare,sviluppare la nostra economia regionale e li abbiamo gettati al vento nei modi più idioti e sconsiderati (sai quanti “ippodromi villacidresi” si sono costruiti? e a quanti “imprenditori continentali” abbiamo regalato miliardi e miliardi in cambio di promesse?);
– vantiamo crediti dallo stato per oltre una decina di miliardi -vent’anni di tasse,che lo stato italiano trattiene illegalmente (reato penale se lo facesse un cittadino)- e che fanno i nostri politici? Da una parte “concedono” dilazio- ni di anni al debitore-truffatore stato (Soru&C.),dall’altra addirittura se la dimenticano (Chiappellacci &C.),tanto i sardi sono teste di c…o,come disse
quel principe-Savoia assassino.Dunque sono i nostri politici a vendere i pezzenti sardi;dunque sono i nostri politici per primi a tradire la Sardegna; dunque la dignità(orgoglio!?!) dei sardi è una leggenda e in realtà i sardi sono solo “sardignoli” da bastonare?
Siamo pochi e non contiamo nulla? Ma i valdostani sono meno di 150 mila e contano più di noi.Ma i trentini-altoatesini sono circa 250 mila e contano molto più di noi.Ma “noi” abbiamo avuto presidenti della Repubblica,primi ministri,ministri…o sono stati solo il prezzo del silenzio? E ce ne vantiamo pure?
E anche tu ti fermi ai “soldi che ci deve trenitalia”…per confermare che siamo effettivamente pezzenti?
E’ una provocazione, per affondare il coltello…
La politica è lo specchio della società che rappresenta. Cambiamo la politica e cambieremo anche noi. L’autonomia è una leggenda che non è mai partita, non ha mai funzionato, per questo ciò a cui ambisco è più “estremo” , solo così potremo uscire da questo asfissiante medioevo e aprirci all’Europa e al mondo.
La politica cambiera’ se saremo noi a cambiare e non viceversa perchè sara’ il frutto delle nostre idee.
Un cambiamento non implica per forza la perdita di identità ma solo trarre il meglio da te stesso lasciando l’unitiltà per adeguarsi ai tempi diversi e potersi confrontare con altri popoli e con i quali poter fare degli scambi indispensabili per la sopravvivenza.
Noi siamo una colonia. Questo dice tutto.
“per questo ciò a cui ambisco è più “estremo”.
No, Claudia,per me è estremo lo spirito di rinuncia dei sardi,non ciò cui tu ambisci.Gli stessi dipendenti Keller,le loro famiglie,i loro presunti”protettori”
sindacal-politici,sono da tempo immemorabile appiattiti,a vari livelli,sull’accat-tonaggio…cioè il massimo dell’essere pezzenti,vogliono le briciole e le bricio- le gli vengono date,di tanto in tanto perchè non ci facciano troppo conto!
In tutta sincerità,chi rinuncia a lottare per i propri diritti – diritti che paradossalmente (o ironicamente!)lo stesso stato italiano “garantisce” per costituzione!- è poi credibile quando chiede aiuto e solidarietà per il suo posto di lavoro, ma ti deride o ti snobba quando cerchi di dargli la consapevolezza di quel che davvero gli spetta?
Anche se non mi rispondi mai voglio diriti alcune cose: la sardegna è una terra che storicamente è stata colonizzata\invasa da diversi popoli. Una delle armi dei colonizzatori\invasori è la diffusione di un pregiudizio sui popoli colonizzati: cioè che questi siano inferiori e necessitino di essere invasi.
Il pregiudizio agisce non solo all’esterno della colonia ma anche all’interno. Ovvero sono i colonizzati stessi, molto spesso, a ritenersi incapaci a provvedere a se stessi. Dire quindi, come fai tu, che i sardi si meritano quel che hanno: per esempio scrivi: “ma noi sardi non diamo loro alcuna alternativa,ci comportiamo da pezzenti veri”…oppure…”dunque la dignità(orgoglio!?!) dei sardi è una leggenda e in realtà i sardi sono solo “sardignoli” da bastonare”..
Tutto questo non significa altro che diffondere la cultura dell’inferiorità dei sardi. Lo so che tu non intendi dire questo, ma dal tuo discorso si evince una pessimismo straordinario dovuto al fatto che tu ritieni i sardi incapaci di ribellarsi e prendere in mano il proprio destino.
Non c’è nulla di genetico o biologico in questa sottomissione, trattasi di fatto culturale. E’ necessario quindi lavorare per svelare le menzogne del ssitema vigente e lavorare affinchè i sottomessi prendano coscienza di loro stessi. Non si tratta solo di fare un lavoro sugli altri, ma anche di farlo su se stessi.
si tende sempre a generalizzare e a parlare sempre anche a nome di altri.
La maggior parte dei sardi non si sente ne colonizzata ne schiava di nessuno.
Tantissimi sardi si sentono cittadini del mondo e tali vogliono restare,il motivo per cui nessuno si ribella è perchè non lo si vuole.
Per essere independenti basterebbe fare un referendum per via costituzionale,nessuno lo chiede un motivo ci sara’ :forse si vuole restare Italiani.
Avete una minima idea che problemi si creerebbero per chi è emigrato in continente e all’estero?
L’indipendenza è solo un sogno di pochi e tale resterà.
Chi paghera’ questa indipendenza ,perchè soldi ne occorreranno a fiumi e quanti e quali stati ci riconosceranno se il resto del mondo non sa neanche che la Sardegna esiste e dove è localizzata.
Non è che si tratta di sentirsi in un modo o in un altro. Si tratta di recepire la realtà: la sardegna è un territorio colonizzato. Idem il sud italia. Idem l’africa e quasi tutto il sud america. Per esempio, uno dei discorsi più razzisti che si possano fare è quello che fanno molti sinceri non razzisti (non suoni paradossale tutto ciò) quando dicono: gli africani vanno aiutati!…come se essi non siano in grado di autogovernarsi. Dire ciò è folle, perchè il razzista colonialista sfrutta questo pensiero per insediarsi nelle colonie e sfruttarle il più possibile. L’aafricano ha bisogno di essere lasiato in pace. Idem i sardi e tutti i popoli emarginati ed oppressi.
aver bisogno di aiuto non deve essere preso o inteso in senso di inferorita’e inferori non ci si deve sentire.
non so se tu segui il mondo africano ,ma alcuni popoli africani hanno proprio bisogno di aiuto,quello che si dovrebbe impedire e dare aiuto con scambio.
L’aiuto deve essere disinteressato e deve essere insegnamento,
Considera che molti popoli africani non sanno niente di agricoltura di pastorizia e come lavorare i prodotti
Noi sardi non dobbiamo considerarci alla stregua dell’africa per fortuna si ha ancora delle possibilita se si imparasse a gestire meglio le proprie risorse e a non inseguire sogni industriali non realizzabili in un’îsola con un’ecosistema fragile e tanto lontana dalla terraferma.
Agricoltura e pastorizia questo deve essere il nostro futuro ma da che ci siamo imborghesiti la terra ci fa schifo perchè piena di polvere.
Se l’aiuto serve per mascherare gli effetti della colonizzazione, allora quell’aiuto è parte integrante del processo di colonizzazione. Generalmente fanno proprio così: conquistano e saccheggiano, poi aprono a certe ONG o ai misisonari, i quali vanno ad “aiutare” la popolazione. Costruiscono qualche scuola ma nel frattempo i colonizzatori saccheggiano e derubano quanto gli è possibile. L’aiuto va dato per liberali dal giogo delle potenze colonizzatrici.
Non è vero che gli africani non sanno coltivare o non conoscono la pastorizia. Piuttosto è vero che viene fatto un lavoro di estirpazione delle culture locali e tradizionali al fine di distruggere l’economia locale. Chomsky scrive (molti testi sono scaricabili) di coem ad Haiti gli americnai abbiano estirpato le varietà locali animali e vegetali per sostituirle con le loro varietà e con i loro metodi agronomici. Risultato?Distruzione dell’agricoltura locale. In sardegna l’agricoltura è stata distrutta (si pensi a quanti danni abbiano fatto le sovvenzioni per estirpare i vigneti) a vantaggio di un’effimera industria. Risultato: ora bbiamo perso le nostre radici culturali e tradizionali e quindi siamo più facilmente dominabili. Non è vero quindi che i sardi non posso fare questo o quello, possono fare tutto. esattamente come gli americnai, gli etiopi, i cinesi, i palestinesi, ecc.
Io sono d’accordo con Gilanico,pienamente d’accordo!Ogni popolo ha la possibilità di affrancarsi!Può e deve farlo!
aritapi riguardo all’indipendenza,sono daccordo con te.credo che siano pochi i sardi che vogliono l’indipendenza(e meno male,saremmo già finiti male altrimenti).
per il discorso manifestazioni e “farsi sentire” ha accennato operaio keller la situazione:In questa azienda dal primo all’ultimo si è sempre pensato a se stessi, non c’è mai stata coesione e lealtà.
e questa è la situazione sarda in generale,(direi anche italiana)nessuno si preoccupa se il vicino cade a terra,nessuno “aiuta” a rinforzare una voce per farla sentire più lontano.
un’altra cosa;in keller,come snia si è vissuto troppo spesso di assistenzialismo e visto che i soldi entravano comunque,nessuno si è preoccupato di far qualcosa,anzi…..sono parecchi quelli che “arrotondavano” facendo lavoretti in nero,intaccando anche altri settori.era logico che si arrivasse a questo…….probabilmente si riuscirà anche a “strappare” qualcosa per prorogare la chiusura,ma alla fine si arriva a quello!
leggere la fiducia che riponete nel vostro popolo è mortificante!!!In effetti sotto le ali dello stato italiano siamo sempre stati dei nababbi,solo ora ci sfiora un pò la crisi…..ma che dici Amareggiato???non sei stufo di essere trattato come l’ultima ruota del carro???Le briciole per noi sardi sono quindi sufficienti???ma vi rendete conto che noi sardi,rispetto ad altri,forse sentiamo meno la crisi perchè siamo sempre stati in questa situazione???
Io sono giovane e sarda e nonostante le difficoltà per la nostra generazione sono rimasta qui,mi sono creata lavoro e famiglia:non oso pensare di essere sfruttata ancora come gli operai delle nostre fallimentari industrie,non oso pensare che lasceremo ancora farci derubare e violentare la nostra terra!!!Riprendiamocela,insieme alla nostra dignità sempre più spesso schiacciata!!
se non c’è unione e non ci si preoccupa del vicino non ci sarä mai prosperità.
Si deve lavorare insieme per il bene comune e finche`questo non sarà capito da tutti ci sarà ancora molto da aspettare e i traghetti saranno sempre pieni di migranti perchè questo altrove si trova.
Siamo troppo individualisti e anche qualunquisti basta che prosperi il nostro orto che ce ne frega di quello del vicino.
quale parte del discorso non condividi?
che ci si faccia le scarpe a vicenda è alla luce del giorno.
non è il mio modo di fare ma è quello che vedo un pò da ogni parte…….non siamo tutti così,ma solitamente chi non è così,subisce le malefatte dei crumiri e degli indifferenti(chi gira lo sguardo è colpevole alla stessa maniera).
certo che sono stufo di essere l’ultima ruota del carro……ma questo non può e non deve farmi “odiare”e “rinnegare” il mio essere italiano.
le briciole sono date dai politici non dai cittadini,(esclusi certi casi estremi)e l’essere gli uni contro gli altri non fà altro che accentuare il loro potere.
fiducia…..non parlarmi di fiducia,neanche immagini quante volte l’ho preso nel……e nonostante questo,ancora mi fido dei sardi;mi fido della piccola minoranza che vuol cambiare,ma nel contempo sono consapevole che pochi sono realmente “rivolti”ad un bene comune,consapevole che molti fanno bei discorsi faccia a faccia,e poi ti pugnalano alle spalle.
io sono del parere di amareggiato o mi avvicino molto.
Se si ha la possibilita’ di risiedere all’estero e conoscere genti di altre stirpi si puo’ veramente cogliere molte differenze.
Noi sardi siamo uniti solo a parole ma nella realtÄ SIAMO TERRIBILMENTE GELOSI L’UNO DALL’ALTRO..
ge s’adi arrangiai chi si odi arrangiai lo usiamo troppo spesso.
Se ti trovi fuori dalla Sardegna è molto piu’ facile che riceva aiuti da un’astraneo qualunque che da un sardo.
Vorrei aggiungere qualcosa che viene detto di noi ma scusate mi duole il cuore d’altronde siete sempre il mio popolo e porto rispetto
Miglioriamoci e presto
Sono d’accordo con te!
l’ho postato da un’altra parte ma mi sa che ci sta pure qui:
Il rapporto dell’Italia nei confronti della Sardegna è sempre stato di tipo coloniale. Ti dirò il mio punto di vista .
1) La prima operazione è eliminare la cultura di un popolo , ci sono 2 modi per farlo : imponendo con la violenza e con la forza un’altra cultura ( come Franco in Catalogna che in questo modo ha innescato la rabbia in un popolo che proprio per questo è avanti anni luce rispetto a noi in tema di sovranità) , oppure convincendo un popolo della sua ignoranza, dell’insignificanza e della rozzezza della propria cultura in modo tale che sia il popolo stesso a volerne un’altra per sentirsi “all’ altezza”, innescando questo senso di frustrazione immane che ci perseguita “no seu bonus a fai nudda”. Non per niente in alcune parti della Sardegna l’espressione “parlare in Italiano” si traduce “fueddai su tzivilli”, come se il resto fosse “incivile” ( e poi tutto ciò che è dispregiativo è sardo come “Sa bia sarda”= la via non asfaltata, “s’arangiu sardu”=arancio piccolo e pieno di semi e via discorrendo) . Si elimina la storia e la cultura di un popolo dalle scuole perché è sui bambini che si deve agire in modo tale che si perda la lingua e la si releghi alle persone “ignoranti” e agli insulti. Altra cosa importante: tradurre i nomi delle cose e dei paesi , per cui località quali “Su Mraxiani Arrubiu” diventa “Il Margine Rosso” , l’isola di “Malu Entu” = Mal di ventre (mal di pacia???) , “Ceraxiu”= Selargius, “Seddori”= Sanluri, Bidd’è xidru = Villacidro ma anche nomi ben più semplici come” Nugoro”= Nuoro, così, solo per il gesto di cambiarti il nome della città, per farti capire chi è che comanda.
2 Molta gente mi dice “ma dove andiamo senza l’Italia??” Sicuramente andremo molto più lontano!: Ci Deve esattamente 10 miliardi di euro. Tale dato risulta dagli studi della Fondazione Agnelli e da altre fonti ministeriali. In pratica lo Stato italiano non restituisce alla regione i sette decimi dell’IRPEF riscossa sull’Isola insieme a quote analoghe di altre imposte e IVA. In Sardegna esiste un’agenzia delle entrate che si occupa di accertamento tributario. Non riscuote direttamente le tasse. Secondo l’art. 9 dello Statuto, però, la regione può effettuare essa stessa la riscossione, solo che non viene applicata perché fino ad oggi abbiamo avuto (indifferentemente di destra e sinistra) una classe politica “connivente” col Governo centrale, ieri Soru con Prodi, oggi Cappellacci con Berlusconi ma in passato era lo stesso, nessuno mai ha avuto il coraggio di fare davvero gli interessi della Sardegna…l’unico interesse era mantenere la poltrona e assicurarsi una buona reputazione nel partito ( per questo non voto più partiti con segreterie a Roma…) Se la Sardegna riscuotesse direttamente le proprie tasse , gestirebbe secondo le proprie esigenze le imposte, non credi?
Pagare le tasse in Sardegna significherebbe che allo Stato italiano, nella vigenza dell’attuale statuto, verrebbero girate le somme spettanti. Tuttavia, dato il credito vantato dalla Sardegna, tale versamento verrebbe trattenuto fino a copertura dell’ammontare complessivo maturato. Avremmo liquidità immediata per la nostra economia che in un momento di crisi nera , come quella che viviamo oggi, non sarebbe niente male.
3) La Sardegna è la Regione che ospita più servitù militari in Italia, fino a poco tempo era intorno al 70% del territorio italiano. Questo vuol dire che abbiamo la guerra in casa, ti dico solo che a Quirra si testano le armi più pericolose del mondo, affittare la base frutta allo stato italiano milioni e milioni di euro che – evidentemente- non rimangono neanche in minima parte alla comunità che in compenso muore per “strani cancri” e i bambini e le bestie nascono con gravi malformazioni. Abbiamo la guerra in casa senza che nessuno ci abbia chiesto un parere. Potrei scrivere un romanzo sulle questione ma mi fermo qui.
In caso di crisi economica a pagarne lo scotto maggiore è l’anello più debole, in Italia è la Sardegna , da questa finanziaria saremo quelli ad uscirne più in ginocchio…guarda lo stritolamento di Equitalia, l’emigrazione alle stelle e gli investimenti assenti.
4) Non abbiamo rappresentanza europea, la Sardegna ha una situazione molto diversa dal resto d’Italia , non ci è mai stato riconosciuto lo “stato d’insularità” che ci porta a pagare molto di più rispetto agli altri e per questo siamo automaticamente tagliati fuori dal mercato…le elezioni avvengono con il collegio Sardegna –Sicilia, solo che la Sardegna ha lo stesso numero di abitanti della città di Palermo, inevitabilmente siamo esclusi…Ora abbiamo l’onorevole Uggias per gentile concessione dell’Italia dei Valori ma conta che Malta che ha un quarto degli abitanti della Sardegna ne ha ben 4 e porta le sue istanze in Europa.
5) Non abbiamo mai avuto una vera continuità territoriale, ci hanno beffato anche questa volta con il caso “Tirrenia” , non so se hai seguito l’ennesima vergogna.
6) Paghiamo il gas il doppio del resto d’Italia nonostante siamo uno dei maggiori produttori ( SARAS) , questo perché le ditte imbottigliatrici hanno fatto monopolio per cui la bombola che qui paghi 36 € a Perugia ( per esempio) ne costa 17 € ( tanto quelli che ne sanno, stanno in un’isola!)
Potrei continuare , ma mi fermo qui.
Siamo diventati i più grandi consumatori di psicofarmaci, siamo tra i più depressi d’Italia e pensare che SARD vuol dire “i danzatori delle stelle”. Riprendiamoci la nostra dignità e diventiamo protagonisti della nostra storia…se continueremo di questo passo , per noi sarà davvero finita e finiremo nelle riserve…
Salve a tutti, vorrei dire anchio alcune cose.
La prima contro l’azienda ,da 10 anni a questa parte è stata sempre assente cioé non abbiamo mai avuto un direttore a contatto con noi operai ma solo dei direttori impiegati e basta, (quanto rimpiango Salatiello).
La seconda contro il sindacato, è vero che da noi è poco seguito ma ha le sue colpe, (ne cito una sciopero a singhiozzo che all’epoca stava creando problemi all’azienda con sacrificio di ore di stipendio di noi operai bloccato senza aver ottenuto alcun risultatto),quando chiedevano al sindacato di mobilitarci ci rispondevano non fa perché i creditori vanno all’attacco, comunque c’è sempre speranza, speriamo che questa volta riusciamo ad ottenere qualcosa vista la situazione.
La terza, mi riferisco ai colleghi,in questi anni abbiamo svilupatto una grande professionalità riconosciuta da tutti nell’ambiente,quindi se sarà il caso prepariamo le valigie (come abbiamo fatto tante volte per le trasferte)quelle più capienti ed andiamo dove abbiamo una possibilità di vivere visto che la nostra tanto amata regione sta affondando.
Ciao……….
Caro Aldo Cauli, il buon soru é stato il miglior difensore degli interessi di noi sardi.
È stato un assessore della sua giunta a scoprire i soldi che ci doveva il governo.
E non ha concesso nessuna maxi dilatazione come affermi tu.
Invece é andato contro gli interessi dei potenti, dei cementificatori di destra e di sinistra.
Soru ha portato in alto il nome della sardegna con varie iniziative, e sia dal punto di vista politico, sia dal punto di vista umano, non si puó comparare con nessun individuo della scena regionale, e con ben pochi nel panorama nazionale.
Caro Pk,
che sia stato un assessore di Soru a scoprire il “furto” dello stato non è del tutto vero. Comunque è stato un “merito”(pensa,dobbiamo chiamare merito quel che dovrebbe essere il primo dovere dei politici sardi!!!) l’aver per lo meno “presentato i conti”. Ma poi, – scusa la diffidenza!- il buon Soru ed i suoi assessori,di fronte al piagnisteo di Prodi,(dello stesso schieramento politico, ti dice nulla?) concesse lui “allo stato truffatore” le dilazioni! Sulla schiena dei sardi.Non mi pare che Soru sia stato eletto governatore della Sardegna dallo stato italiano,ma dai sardi.E gli interessi dei sardi-truffati doveva rappresentare e non quelli dello stato-truffatore. Sennò anche lui, Soru, ha semplicemente tradito la sua gente.O mi è sfuggito qualche cosa?
Invece é stato l´assessore Pigliaru, insieme al suo staff.
Quindi, se non lo sai, informati.
La dilazione non l´ha concessa Soru, ma bensí é il governo che l´ha deciso.
Inoltre, vi era ancora Berlusconi, e il buco é stato creato da Cappellaci e dai suoi, come masala..e in che anni?1999-2004..e chi c´era al governo nazionale?
Informati meglio prima di screditare i pochi politici che si sono impegnati per la sardegna e per i sardi (che tra l´altro, hanno votato il commercialista di Berlusconi, che ha permesso le costruzioni a ridosso delle coste) Cos´é tradimento?Distruggere e cementificare una terra bellissima, o arrivare ad un compromesso sulla restituzione di soldi dovuti?
sapete l’unica ricetta romana ? : aio , oio e peperoncino . Mi sà cara Keller che non è peperoncino … quello che ha fatto accendere lo stop , forse dovrete usare anche fra un po, la crema per non irritarvi troppo durante la futura mobilità a casa . Io sono amico e vicino ai vostri impegni lavorativi e scommetto che se avete voglia di lavorare , scioperare , l’azienda diventerà moderna e pulita . I giovani dovrebbero smetterla di usare la mentalità operaia “vecchia” e finirla di farsi influenzare la voglia e l’energia lavorativa da certe faccie all’interno della azienda . Quando vai a lavorare devi lavorare, non fare finta e dire che tanto lo farò domani e nel mentre ci passo le mie ore di lavoro , quando vengo assunto nella azienda mi danno il caschetto protettivo e non lo uso dal primo giorno ( rimane lì nel tuo armadietto) perchè non lo usa nessuno . Siamo sicuri operai di ciò ? Per non aggiungere la parola sicurezza? sempre con il vostro libero consenso ! BUuona fortuna
Qualcuno mi può spiegare il discorso di serpi in questo servizio di videolina? http://www.videolina.it/view/servizi/19688.html
forse era meglio che non si facesse intervistare..di quale rilancio sta parlando? qualcuno lo aggiorni, pare fermo a qualche mese fà!
A Gilanico,
…e in coda ho aggiunto che era una provocazione,perchè fosse evidente che io non credo a nessuna inferiorità dei sardi. Un colonialista convinto,il romano Cicerone 2000 anni fa,per difendere l’indifendibile ladrone-Scauro,denigrò i sardi (già definiti sardi venales,cioè vendibili),chiamandoli “latrunculi mastrucati” e tanto li denigrò che il senato,seppur convinto della colpa di Scauro,lo assolse per “prescrizione” e lo mandò in Sicilia.Scauro aveva “raccolto” dai sardi una prima legittima decima(poi una seconda,non legittima ma “consegnata” a Roma,poi ancora una terza decima per il proprio sfizio.Anche allora lo stato si tenne la “refurtiva” e non riparò il danno fatto dal suo rappresentante.La differenza con i sardi di oggi? Allora ancora lottavano per essere rispettati,perchè erano consapevoli. E andavano a Roma a pestare il pugno (in quella occasione,con la Tirrenia di allora,si presentarono al Senato oltre un centinaio di”sardi pelliti”!). ps: non ho capito a che cosa non ti rispondo 🙂
ad Aritapi,
non solo non generalizzo,ma faccio una netta distinzione tra i sardi che tradiscono,cioè i politici,e i sardi che a loro si affidano.E sappiamo tutti che il traditore tradisce per i soliti 30 denari…
“La maggior parte dei sardi non si sente ne colonizzata ne schiava di nessuno.Tantissimi sardi si sentono cittadini del mondo e tali vogliono restare, il motivo per cui nessuno si ribella è perchè non lo si vuole.”
Vero. E il motivo per cui non lo si vuole è che non se ne ha la consapevolezza. E quanto alla idea di referendum e se è meglio con l’Italia o da soli, beh, forse tu stesso non ti rendi conto della “ricchezza” della tua Terra, per questo credi che restare al guinzaglio sia in definitiva ancora il meglio.
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Ringrazio Pk per il chiarimento sulla scoperta della truffa dei 10 miliardi ai danni della Sardegna (però prima di Pigliaru c’era arrivata la Fondazione Agnelli, il che la dice lunga…).Ringrazio anche per le notizie sulla cementificazione delle coste sarde,che evidentemente mi erano sfuggite perchè io vivo ai piedi di Giarranas…
Ma dopo i ringraziamenti vorrei fare una domanda a Pk.
Perchè ci si ferma sempre a guardare il dito che indica la luna? Che ti interessa se quel dito ha l’unghia sporca? Guarda la luna,diamine!
Ringrazio anche Claudia per aver tradotto nel suo ultimo post in termini molto più leggibili il concetto di consapevolezza dei sardi cui avevo accennato in precedenza.Ma le chiedo di continuare a dare il suo apporto a questo dibattito, magari spiegando lo sfruttamento coloniale della Sardegna fin dalle miniere,dal “granaio di Roma”,dalla cosidetta Brigata Sassari (fornitura di carne sarda da macello in cambio di riforme agrarie mai avvenute…),dalla strada Carlo Felice,dalla continuità territoriale,dalle compagnie low cost,dalle Snia di Villacidro,dalle Sir di Rovelli,e anche dalle Saras di Moratti,per arrivare alle Scaini,alle pale eoliche,alle Vinylis e alle Keller di oggi.
In fondo basterebbe riuscire a “leggere” queste storie per avere più consape-volezza e far…apprezzare meglio ai disoccupati villacidresi le Estati Villacidresi con Crozza e Vecchioni…(e dire che sono due artisti che apprezzo molto!)
come al solito, si finisce per assistere alle solite controbattute tra le solite tre persone……sta iniziando a diventare noioso leggere quì!