Mega fotovoltaico nella zona industriale: quali vantaggi per il nostro territorio?

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È in fase di realizzazione un mega parco fotovoltaico nella zona industriale di Villacidro.

La potenza installata sarà di 5 megawatt e dovrebbe consentire alla società proprietaria dell’impianto di intascare, tra incentivi sul Conto Energia e vendita dell’energia prodotta, diverse decine di milioni di euro. Sul territorio, invece, “resterà ben poco”: tra consorzio industriale e comune di Villacidro i proventi si potranno misurare in meno di 50 mila euro all’anno per un totale di 1 milione e 320 mila euro in 30 anni.

L’amministrazione, come si può sentire dalle riprese dell’ultimo consiglio comunale del 31 Ottobre 2012 (puoi visualizzare la versione integrale del CONSIGLIO COMUNALE DEL 31/10/2012 il consiglio , ha espresso parere favorevole al progetto, ribadendo che notevoli saranno i benefici per l’intera comunità.

Dal comunicato stampa emesso il 10 Aprile di quest’anno dall’Ufficio di gabinetto del Sindaco si legge che “è stabilito che la Società Fotosolare affidi la realizzazione e la gestione degli impianti, con impiego di maestranze locali e fornitori di beni e servizi del luogo”. Affermazione questa quanto mai azzardata perché, come potuto accertare da una verifica sul luogo, sono già da tempo all’opera maestranze di origine straniera.

Da segnalare che la nostra amministrazione certo si differenzia da altre che, pure dello stesso schieramento, specie ultimamente stanno incominciando ad accorgersi della reale natura dei mega parchi fotovoltaici, degli eolici e degli oramai in voga impianti a biomassa.

S.r.l. di incerta natura arrivano in Sardegna e propongono “affari” a zero costi per le nostre amministrazioni, forti dello stato di crisi in cui versa l’isola e i nostri comuni, e delle leggi nazionali che incentivano la produzione energetica dalle cosiddette fonti rinnovabili. Ad attenderli solitamente trovano le porte spalancate. Ma ora qualcosa, almeno in ambito regionale, forse sta iniziando a cambiare: diversi comitati in giro per la Sardegna si stanno mobilitando per porre fine a quello che appare un scempio di dimensioni impressionanti. A Villacidro, eccetto per qualche voce fuori dal coro, ancora tutto si muove nel silenzio generale. Sarebbe forse ora che un po’ di attenzione cominciasse a sollevarsi.

Villacidro.info – 8 novembre 2012

Questo il video realizzato nella zona industriale di Villacidro:

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31 COMMENTI

  1. Che interesse può avere un amministrazione comunale e un consorzio industriale a concedere, rispettivamente, autorizzazioni e terreno per una ricaduta sul territorio così misera rispetto ai lautti guadagni della società costruttrice?

    Vogliamo ancora credere a queste buffonate?

  2. Come la vocazione agricola viene cambiata in industriale, nulla vieta di effettuare l’operazione opposta, per il bene della comunità (che non è solo quello monetizzabile come valore economico di compra-vendita dei terreni), specialmente se ci si rende conto che, per le attività industriali e commerciali, villacidro ha già consumato, irrimediabilmente, quote rilevanti dei suoli più fertili.
    Quanto costerà demolire l’impianto quando sarà obsoleto e chi pagherà le spese? Oltre alla manodopera (sulla quale ho capito che siamo già stati fregati), ed ai guadagni (soprattutto per gli altri), quando si è sottoscritto l’accordo, si è pensato a far rilasciare almeno una lauta cauzione per le spese di bonifica a fine carriera? Penso che non si sia ancora capito che in Sardegna, con la faccenda delle energie rinnovabili si sta ripetendo lo stesso copione già visto troppe volte: sfruttamento di rapina delle produzioni boschive da parte di imprese extra-regionali (ai tempi di Cavour), sfruttamento minerario, sfruttamento industriale ed ora sfruttamento delle energia rinnovabili in cambio delle solite briciole. Cambia il tipo di sfruttamento delle nostre risorse da parte di altri, ma noi quando cambiamo?

  3. Premesso che l’autorizzazione per gli impianti di questa taglia è di competenza regionale ai sensi del D.lgs 387/2003 e il comune, il consorzio e tutti gli altri enti competenti possono solo esprimere nulla osta e/o pareri, quindi non rilasciano nessuna autorizzazione. Nella Autorizzazione Unica è previsto il deposito di una garanzia fidejussoria per la copertura delle opere di dismissione dell’impianto. Le società possono pagare il disturbo attraverso delle opere di compensazione (es. impianti fotovoltaici a servizio di enti pubblici come proposto dalla società in oggetto) e la determinazione di quest’ultime è calcolata mediante uno studio apposito. La Sardegna come il resto d’italia deve riuscire entro il 2020 a coprire i suoi fabbisogni energetici da una percentuale derivante da fonti rinnovabili di conseguenza sono stati incentivati anche questo tipo di
    impianti.

    • Finalmente qualcuno che quando scrive e parla di rinnovabili ancora il tutto ai ben precisi riferimenti normativi che prima di tutto trovano fondamento nella legislazione comunitaria (Direttiva 77/2001/CE e la recente Direttiva 2009/28/CE)e solo successivamente in quella nazionale per recepimento.
      Giustamente e correttamente, la Sardegna, analogamente alle Regioni italiane, in attuazione del cd. Decreto Burden Sharing dovrà raggiungere gli obiettivi nazionali ivi prestabiliti, che dal 2016 divengono vincolanti, pena gli interventi del MiSE con l’esercizio dei poteri sostitutivi.
      Preciso, inoltre, che la realizzazione di un impianto fotovoltaico non crea nessun onere di bonifica quanto piuttosto un impegno alla dismissione e rimessa in pristino dello stato dei luoghi a conclusione dell’esercizio del medesimo impianto che viene garantito mediante fideiussione dal proponente e deve essere rilasciata dal medesimo in sede di presentazione dell’istanza di AU ai sensi delle Linee Guida Nazionali che disciplinano i procedimenti autorizzatori.
      Purtroppo mi rendo conto che spesso si leggono articoli e commenti dove si parla si parla senza sapere come funzionano realmente le cose e sono contenta quando c’è qualcuno che illustra come stanno realmente le cose.

      • Se vogliamo essere pignoli, rimettere in produzione i terreni agrari si chiama anche Bonifica: comunque pensi sia un giochino da niente? Chissà se la famosa garanzia fidejussoria basterà ad assolvere l’impegno. Certo ci vorrebbe gente che spieghi le cose in maniera chiara e disinteressata, perché ora, dopo che ci è stato detto che il Galsi è indispensabile per avere energia a basso costo, magari si scopre che questa energia la dobbiamo per forza ricavare da fonti rinnovabili e dopo avere sventrato la sardegna non servirà più. Mi pare che manchi alla base una seria pianificazione energetica regionale e quindi tutti, anche agli “esperti”, possono dire tutto ed il contrario di tutto. I decreti di per se ci spiegano gli obblighi, ma non ci fanno certo capire lo stato dell’arte: qualcuno mi sa dire quali saranno i fabbisogni energetici da qui al 2020, la quota che dobbiamo soddisfare con le energie rinnovabili e quanto manca per raggiungere gli obbiettivi (magari come contribuiranno i diversi comuni in termini di occupazione di suolo) , nonché, cosa si sta facendo per rendere tali obbiettivi più vicini, non solo pensando a produrre più energia rinnovabile ma anche attraverso una diminuzione dei consumi energetici. Anche le biomasse fanno parte delle energie rinnovabili, eppure non si prende abbastanza in considerazione la possibilità di costruire centrali (non megalitiche, che necessitano dell’importano di materiali da grandi distanze)la cui alimentazione possa avvenire nel raggio di 50 Km ed alimentare un grosso indotto locale. E’ vero molte volte c’è tanta gente che parla a vanvera, ma anche molta gente che parla con cognizione senza sapere (o volere di proposito?)spiegare niente e magari avendo la presunzione di conoscere l’insieme ed essere “giunti alla meta” dopo avere conosciuto la parte (quindi non conoscendo niente ugualmente).

  4. La politica è quella di una amministrazione che non ha idee in merito alla pianificazione industriale.
    Non è in grado di creare un’idea di sviluppo del territorio, che guardi al futuro e che consenta di uscire dalla profonda crisi che attanaglia ormai da anni questa terra.
    Ed è così che svende il nostro territorio a pochi Euri a società che installano i loro impianti fotovoltaici e/o eolici per guadagnare fior di milioni, lasciando solo briciole e colate di cemento.
    Siamo coscienti del fatto che l’installazione di questi parchi fotovoltaici non portano nessun benessere o guadagno per la comunità? Per quale motivo si continua ad andare in questa direzione? Solo per avere in regalo piccoli impianti per le strutture pubbliche?? Briciole!!
    Non ci sono nè ricadute occupazionali, in questo tipo di interventi e neanche vantaggi economici che rilanciano l’economia. Solo strategie per sfruttare per l’ennesima volta gli incentivi che incasseranno ignoti impresari stranieri! Svegliaa!!!

  5. Meno male che, dopo il caso monte Arci e Furtei, si è almeno capita l’importanza di garantire la copertura finanziaria per la dismissione. Resta comunque il fatto che i maggiori introiti vengono fatti dalle ditte estere: non ricordo in quale regione della Germania, ma in sostanza le aziende agricole sono state incentivate ha mettere impianti fotovoltaici nei tetti delle loro strutture ed a questi hanno affiancato un impianto a biomasse per garantire la continuità della produzione energetica in assenza di sole. Le aziende agricole soddisfano primariamente i loro fabbisogni ed immettono in rete le eccedenze, attraverso un sistema di gestione e controllo che gli fornisce informazioni su quando e necessario passare all’uso delle biomasse. Non sono un esperto in impianti energetici, ma la cosa mi pare molto interessante ed a reale vantaggio per le popolazioni locali: per coprire la percentuale dei fabbisogni (quale?), non sarebbe possibile creare un sistema simile, anziché continuare a cedere grosse fette di territorio a compagnie straniere?

  6. Questi non sono PROGETTI sono atti barbarici dell’ambiente del territorio e delle nostre tasche. Leggi malfatte, politici e amministratori che della trasparenza, del bene comune, dell’etica, del rispetto di chi amministrano altamente se ne infischiano con arroganza, stendendo un tappeto e facilitando tutto quello che è possibile a queste strane società, ci vendiamo per un tetto o due di fotovoltaico, quando li fanno gratis a tutti.Queste società propongono progetti al solo scopo di appropriarsi degli incentivi pubblici e sono finalizzati al massimo guadagno dei proponenti e al massimo sfruttamento e distruzione del nostre risorse locali. Qual’è il nostro tornaconto? le ricadute in termini di guadagno e lavoro per il paese è nullo. Insoma un’ennesimo esempio di soldi pubblici dati a pochi ELETTI. Perchè? visto che il comune è molto attendo alle energie alternative e al risparmio comunale non crea i presuposti per gestire in prima persona e fare in modo che tutto il lavoro e il guadagno rimanga in paese? non interessa, a cosa siete interessati, non siete capaci, in che cosa siete capaci? Per ora capaci di perdere la mia stima.

    • Quoto in toto l’ultimo capoverso.
      Hanno costruito l’iceneritore e non ne hanno sfruttato la capacità di produrre energia, ora l’impianto fotovoltaico, a breve uno eolico.
      Si sarebbe potuto investire in “proprio”, ma poi guardo chi siede al consiglio Comunale e trovo tutte le (tristi) risposte.

      saluti

  7. Purtroppo in questo spazio non è possibile rispondere a tutte le domande e curiosità, e a parte le affermazioni fatte senza conoscere l’argomento posso ribadire che:
    – Queste iniziative sulle FER sono finanziate interamente con capitali privati con le conseguenze del caso (vale a dire scelta della manodopera ecc) e tutti possono proporre interventi analoghi e non esistono pochi eletti. Chi avvia un attività economica deve perseguire il profitto non fare beneficenza. Il termine alternative non è comunque sinonimo di rinnovabili.
    – La RAS con DELIBERAZIONE N. 12/21 DEL 20.3.2012 ha pubblicato un piano d’azione per le FER
    – è in atto la pianificazione energetica regionale attulmente in fase di VAS, che sarà condivisa con tutti i potenziali stakeholders. La pianificazione energetica è di per se stessa molto complessa per una serie di fattori economici, tecnici e politici.
    – Le aree su cui ubicare questi impianti sono state indicate nella DGR 27/16 del 2011
    – I comuni a mio parere non sono assolutamente in grado di svolgere alcune funzioni… e se non fosse stato per l’iniziativa fatta dalla RAS di sensibilizzare questi ultimi, non avrebbero neanche ricevuto le opere di compensazione.
    – Ma chi ha detto che non si prendono in considerazione le biomasse? a Villacidro ne è stato appena realizzato uno. LA RAS è impegnata in una pianificazione anche di questa risorsa, che comunque ha i suoi difetti (es. aumento del prezzo degli insilati di mais a scapito dell’allevamento, reperebilità della biomassa, aumento del traffico veicolare ecc..)
    – I progetti (e non atti barbarici) a seconda dei casi prima dell’ottenimento della AU sono sottoposti a Valutazione d’impatto ambientale e nelle conferenze di servizi si possono coinvolgere sino a 25 amministrazioni e relativi controinteressati. Nei termini di legge, viene fatta pubblicità nei quotidiani a maggior diffusione nazionale e regionale, nonchè nel sito istituzionale della RAS e sono previsti anche degli incontri con la cittadinanza.

  8. Dove sono gli impianti a biomassa e come sono stati concepiti? Tutte le cose hanno ovviamente i pro ed i contro, ma il “contro” più rilevante è che i cittadini non sanno mai cosa sta succedendo a casa loro se non a cose fatte. Anche per i piani di gestione dei SIC c’erano delle line guida regionali che prevedevano incontri con la popolazione ed i portatori di interesse, che comunque sono state ampiamente disattese e a tutt’oggi la maggior parte della popolazione non sa nemmeno di cosa si tratta e cosa si è andato ad approvare (probabilmente hanno capito poco anche i soggetti che lo hanno approvato). Non sempre le leggi e le varie normative sono fatte male, il fatto è che vengono disattese molto volentieri, e gli incontri con la cittadinanza, quando non si riesce ad evitarli, sono fatti con proposte blindate. I processi partecipativi, quelli veri, prevedono incontri a partire dalla fase della progettazione preliminare, ed addirittura, la discussione su diverse proposte alternative all’uso di un bene, delle risorse finanziarie o della realizzazione di un opera pubblica.

  9. I lavoratori sono ungheresi e non rumeni. Per chi parla bene delle centrali a biomassa consiglierei di riguardarsi la puntata di report “biomasse di massa” trasmessa a maggio scorso: sono tutte in crisi perchè la materia prima è di difficile reperibilità e molte le stanno chiudendo.

    • Questo perché sono state progettate in funzione dei finanziamenti e non sulle reali disponibilità di materiali sul posto. Se il processo viene fatto nel modo giusto, cioè partendo dalla stima delle risorse presenti in loco e dalla programmazione per il loro utilizzo le cose sono diverse: in Trentino ci sono paesi di montagna che da almeno un ventennio usano il teleriscaldamento alimentato principalmente con i residui delle segherie. I residui delle potature che vengono smaltiti bruciandoli in campo, la frasca proveniente dai diradamenti dei boschi per prevenire gli incendi e la ripulitura dei canali dalla vegetazione, per evitare esondazioni, sono fonti certe di biomasse altrimenti sprecate. Diradamenti e pulizie dei canali non vengono in genere fatti perché interventi troppo costosi, ma un parziale recupero dei costi con la produzione di energia le renderebbe più fattibili: se un operazione costa 100 e ricavo 30 o 50 è ugualmente un buon risultato perché si sta nel contempo facendo un opera di prevenzione, che oltretutto si serve di maestranze locali. Chiaramente queste operazioni non sono appetibili da chi deve speculare e va a cercare le biomasse dove costano meno, ma in un ampia visione della gestione del bene pubblico bisogna considerale le esternalità positive che difficilmente sono monetizzabili ( es. tutti i benefici derivanti da una buona gestione del territorio: difesa idrogeologica, dagli incendi ecc) e di cui ci accorgiamo solo quando vengono a mancare.

  10. Che bello firmarsi “tecnico” e spiattellare una valanga di acronimi (sigle) e termini in inglese (stakeholder è semplicemente chi è interessato a quell’argomento) fingendo di conoscere le basi della progettazione globale che dovrebbe giustificare l’iniziativa, per nascondere che si tratta dell’ennesima cattiva scelta, e interessata, degli amministratori di tutti i livelli A SPESE dei soliti NOI.
    Piuttosto che un tecnico parrebbe che qualcuno sia un vecchio funzionario avvezzo a razzolare nelle pieghe dei regolamenti per trovare NON le reali soluzioni ai problemi, quanto piuttosto la giustificazione “il valore di un amministratore si misura nei finanziamenti che riesce a trovare”
    e ci credo!! con quello che ci costi!!!
    MA in questo caso sembra che il finanziamento, e grosso, lo abbia trovato qualcun’altro, e alla faccia dei “Tecnici”che dovrebbero gestire PER NOI,
    i terreni a suo tempo espropriati del Consorzio industriale, diventato ormai discarica e regalo agli avventurieri delle ER (energie rinnovabili)e cadreghino a vecchi utilissimi amici.Di chi ditelo voi.
    Grazie comunque ad ACQUA per la segnalazione, ci voleva..

    • Ma scrivi tu che ti firmi “capron3″… e che fai illazioni sul fatto che io conosca o meno “le basi della progettazione globale…” mah… inoltre definito anche vecchio funzionario…
      Premessa che l’intenzione era quella di spiegare che l’amministrazione comunale NON è competente in materia è può esprimere solo un parere sulla conformità urbanistico edilizia e che tutto il procedimento è regolato da normative nazionali. Ma fai una cosa leggiti prima la normativa…se queste opere sono state dichiarate di pubblica utilità, urgenti e indifferibili da una legge del 2003 che cosa centra il comune!
      Lo so benissimo anche io che questi impianti non hanno ricadute sul territorio rapportate al costo dell’investimento, ma allora perchè non ci pensiamo prima noi a progettarle e realizzarle sul nostro territorio invece di fare le solite lagne…come nella maggioranza dei casi, se le occasioni le colgono gli altri da fuori.
      Poi i tecnici gestiscono per noi… mi sa che hai molta confusione sul funzionamento della pubblica amministrazione, se pensi che un tecnico nella PA possa “gestire”.
      Non sono un accanito sostenitore di tutte le FER proprio perchè sono state e sono viste solo come modelli per far soldi a prescindere dal territorio, ma la verità è che sull’argomento c’è una confusione enorme.
      Le opere di compensazione legate a questo impianto sono appunto gli impianti installati sulla scuola e sulla casa di riposo ma quale bugia…ma se ne scrivono st…. Almeno queste opere funzioneranno per uno scopo non come l’ippodromo o il mercato, l’immobile a castangias, ecc…

      • Caro tecnico mi sembri abbastanza informato nel settore,ma il territorio villacidrese si sta sporcando di tutto, immondezai,fotovoltaici,ampliamento dell’attuale immondezaio,ect…… il tutto con il benestare di una conferenza di servizi.Ma come può essere imparziale una conferenza di servizi dove troviamo i soliti noti…Presidente CIV… Sidachessa e presidente della Villasirvice…. Presidente della ormai decaduta Provincia del melone “asciutto” e del cane da “tartuffo”.Hanno tutti le mani in pasta o nnooooo????????

  11. vendere “il terreno? ” e molto difficile oggi davanti alle offerte o soldi che vengono proposti e la domanda e perche’ a tanto valore la rinuncia a la mia offerta …… svegliatevi o la sardegna diventera terreno fertile per i dollari … ecccetteeera ecccettteera…..

  12. “neanche un povero disoccupado villacidrese e stato assunto per questo lavoro”ma non basta oltre al fatto che permettiamo a queste subdole societa che vengono da fuori che aprofittando vista la situazione in cui si trova questo orma desoolante territorio.la nostra amministrazione non e riuscita neanche ad imporre una sola assunzionesempre visto che questa societa avra dei grandi guadagni da questa opera…be che dire l ennesima presa in giro

  13. Ma se e’ aria industriale perche’ l’assessore parla di agricoltura????
    dov’e’ il problema,del resto abbiamo il sole, se avevamo la neve si facevamo impianti di risalita per sciare.
    E se qualcun’altro voleva farci qualcosa potevamo proporci noi sardi, invece siamo solo capaci di lamentarci e li facciamo scappare tutti.!!!!!

  14. A ulteriore spiegazione di ciò che accade sul nostro territorio e perchè,
    vi invito ad andare a vedervi questo link..
    Fate attenzione alla spiegazione dei costi della energia e di chi alla fine paga..comunque…senza avere nessuna pertecipazione agli utili…nè ricadute lavorative..

  15. il costo dell’impianto è di circa 12 milioni di euro.. Vorreste forse una bella centrale a carbone che vi porta tanti posti di lavori ma anche tanti tumori?? Le ricadute nel comune, nel corso dell’opera ci sono state. ed anche in futuro.. gli impianti ve li stanno regalando. Ci sono anche gli operatori delle ruspe, ed i fornitori del cemento, oltre che la società che si è occupata della connessione di media tensione e sono tutti locali, oltre ad altre società SARDE. Per fare lavori del genere non bastano dei disoccupati, sono necessarie delle persone che devono essere formate devono avere delle competenze che non si inventano.

    • No una è alla USL.. gli altri hanno fatto in corso per stallieri e prima delle imminenti corse all’ippodromo di Trunconi… faranno la selezione fra centinaia di concorrenti per essere ammessi alle prove pratiche. Il commissario d’esame sarà Fulvio Tocco

  16. Leggendo tutti i commenti, e dopo avere visto il filmato, mi saltano all’occhio dei concetti per tutti ovvi:

    Come al solito sono state mosse delle accuse a titolo gratuito, tanto per permettere ad un sedicente politico dell’opposizione a farsi notare, soprattutto da chi da solo fiato alla bocca. Tanto è vero che sembra essere entrato in cantiere di nascosto e non ha avuto il coraggio di parlare con le persone lì occupate, altrimenti si sarebbe accorto di seguenti cose:

    Le imprese hanno affidato ca. il 60% dei lavori ad imprese locali, questo risulta da una semplice domanda fatta senza introdursi furtivamente nascosti in una macchina fingendosi di essere reporter da gossip. Mi sono preso io la libertà di farlo, e ho ricevuto risposte alquanto confortanti.

    I lavori sono stati eseguiti in parte anche da imprese locali, come anche tante forniture, noleggi, trasporti, ecc.

    Bisogna considerare che il proprietario fa UN INVESTIMENTO, e non un regalo. Quindi accusarlo di guadagnare a discapito degli altri è una barzelletta, per due motivi precisi: L’incentivo negli ultimi anni si è ridotto significativamente, quindi i proprietari non navigano certamente nell’oro dopo la conlusione dei lavori. Il secondo motivo è il difficile reperimento delle risorse economiche necessarie. Se fosse così facile, perchè tutti questi gran chiaccheroni non si mettevano 12/15/20 milioni di Euro in mano per costruire loro un impianto? Non era possibile? No, vero? Ma ad accusare sempre tutti bravi…

    Visto anche che alla luce dei fatti l’amministrazione gode di 2 impianti, e che per i territori INUTILIZZATI DA ANNI sono stati versati probabilmente ingenti somme, sarebbe ora che molti, se non tutti, cominciassero a chiedersi come mai non vi era nessun’altro disponibile a fare quello che in zona industriale stanno facendo.

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