Non ci si improvvisa amministratori, serve onestà e preparazione 

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Probabilmente quello che sta accadendo nella capitale romana è lo specchio di un Paese che non ha voglia di cambiare rotta. La politica è continuamente sotto la lente d’ingrandimento della Magistratura, dove emergono costantemente il malaffare e la corruzione. Se a questo si aggiunge la mancata trasparenza della pubblica amministrazione il gioco è fatto. Non sempre il cambiamento e l’alternativa al passato sono sinonimo di garanzia, soprattutto quando la mancanza di una oggettiva voglia di cambiamento sono tangibili dalla popolazione.

Il continuo volersi ergere a paladini della Giustizia, probabilmente serve a nascondere la vera natura di alcuni politicanti da strapazzo, dove l’improvvisazione di certi personaggi riesce spesso a conquistare la fiducia del popolo, ma nel giro di poco tempo si rivelano terribilmente inefficienti e pericolosi per la democrazia. La trasparenza è uno strumento fondamentale, con il quale un politico può dimostrare la voglia di cambiamento e di essere la vera alternativa. Il popolo, la storia insegna, prima ti elegge, ma se deluso, prima o poi ti condannerà per le malefatte, è solo una questione di tempo.

In troppe occasioni abbiamo visto politici transitare da un partito all’altro, dalla minoranza alla maggioranza di un governo e viceversa, con una spudorata incoerenza e in netta contrapposizione con il proprio passato. Di questi personaggi dobbiamo avere paura, perché i doppiogiochisti hanno sempre e solo un fine: l’interesse personale e non il bene del popolo.

GIANLUIGI DEIDDA

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