VILLACIDRO. Il sindaco chiama, la Prefettura risponde. È arrivata ieri la replica dell’Ufficio territoriale del Governo sul problema della sicurezza pubblica, dodici giorni dopo che Marta Cabriolu aveva segnalato il clima di tensione provocato dai numerosi furti e danneggiamenti. Il vice prefetto ha preso atto dei “frequenti episodi di criminalità diffusa” e ha chiesto maggiori informazioni sulla situazione al comandante provinciale dei carabinieri. Previsto a breve un “esame congiunto della problematica, durante il coordinamento della forze di polizia”, per valutare “iniziative mirate a risolvere o arginare le criticità”, recita il documento firmato dal vice prefetto, che invita il sindaco alla prossima riunione. A dire il vero, nella comunicazione inviata al primo cittadino, il funzionario del Governo parla di fatti verificatisi “con frequenza settimanale”. È probabile che in Prefettura tendano ad evitare i facili allarmismi, ma occorre comunque precisare che gli episodi stavano accadendo quasi quotidianamente. Tant’è vero che mercoledì scorso, dopo le ultime tre auto incendiate in una sola notte, il sindaco aveva convocato un’assemblea pubblica. In aula consiliare erano presenti un centinaio di persone, commercianti ma anche semplici cittadini, interessati e preoccupati. Allo stato attuale, la situazione sarebbe questa: difficilmente arriveranno altri carabinieri (sono cose che decide il Ministero, a ragion veduta), le assunzioni di nuovi agenti di polizia locale sono rimandate alle calende greche (causa blocco imposto dalla legge di stabilità), gli impianti di videosorveglianza pubblica costano un capitale (ma se il privato cittadino monta in casa le telecamere, tanto di guadagnato), le ronde devono essere autorizzate e la giustizia fai da te è da escludere.

Valerio Cadeddu, capitano dei carabinieri, e Paola Campesi, comandante della polizia locale, hanno chiesto collaborazione ai cittadini, anche attraverso segnalazioni (per le quali si garantisce l’anonimato). Cadeddu ha ribadito che furti, danneggiamenti e incendi sono opera di malviventi locali, non vi sono elementi che riportino a criminali provenienti da lontano. La situazione impensierisce anche le forze dell’ordine, ma il capitano ha ribadito che, al di là della percezione di insicurezza generata dai recenti episodi, i dati ministeriali sul primo quadrimestre degli ultimi anni dimostrano che i reati sono in leggero calo. Anche i furti nelle campagne sono diminuiti, ha precisato Antonello Cadoni (compagnia barracellare), ma va detto che molte persone subiscono senza segnalare. È allo studio del Comune un impianto efficace di videosorveglianza, che però richiede investimenti di non poco conto, si parla di almeno 200mila euro.

Dal pubblico si sono levate alcune proposte: una sorta di autotassazione per aiutare il Comune ad acquistare le videocamere, una petizione popolare per chiedere l’invio di rinforzi ai carabinieri e una per concedere ai barracelli le autorizzazioni al pattugliamento delle vie cittadine. Ma in tanti si sono dichiarati impensieriti per i tempi lunghi e per le maglie larghe della giustizia: “Bisogna far capire al prefetto che la situazione è seria, che urge incrementare le forze di polizia sul territorio”, ha sottolineato l’avvocato Danila Melis “non è solo una questione di percezione, chi frequenta la Procura si rende conto che i numeri dei reati denunciati sono alti”. Sulla questione sicurezza è intervenuto anche il Deputato di Unidos, Mauro Pili, con un’interrogazione al Ministero dell’Interno, al quale chiede di “assumere iniziative per dare il giusto supporto alle forze dell’ordine al fine di contribuire a fare piena luce in tempi immediati su questi gravissimi attentati, rafforzare il presidio sul territorio e garantire l’incolumità dei cittadini di Villacidro e dell’intera zona, mettere a punto un piano per la sicurezza in grado di reprimere sul nascere questa recrudescenza criminale”.
Simone Nonnis