Il 28 settembre apre il Premio Giuseppe Dessì
A pochi giorni dall’inizio della manifestazione culturale del Premio Letterario Giuseppe Dessì 2010, abbiamo sentito l’Assessore alla Cultura del Comune di Villacidro, la dott.ssa. Giannina Orrù, la quale dichiara che “un premio letterario rischia di essere sempre autoreferenziale, e la partecipazione della comunità Villacidrese è sempre molto ridotta”.
Villacidro.info
Mi sento di dire la mia come villacidrese , come potenziale pubblico di una qualsiasi manifestazione e come addetta ai lavori visto che organizzo e faccio eventi per mestiere.
Quando una manifestazione non ottiene i risultati sperati la questione è molto semplice: è stato commesso qualche errore.
Non si può dare la colpa al pubblico che è il principale critico e termometro utile a capire se si è agito bene o male. Si pecca di presunzione quando si fa questo. Il villacidrese (come chiunque altro ) participa se adeguatamente stimolato e coinvolto. Come mai allora a Gavoi il pubbico c’è e proviene da tutta l’isola? Forse perchè sono “meno cattivi” o “più studiati” dei villacidresi? Non credo…la verità è che sono più bravi a includere e coinvolgere il pubblico. E’ da tanto tempo che osservo il declino di questa manifestazione che poteva davvero essere un momento importante per la nostra cittadina e – scusate se posso sembrare venale- poteva anche essere un importante momento economico per le strutture ricettive della zona.
Ormai gli eventi sono strettamente legati al business per questo bisogna essere bravi a farli funzionare. Purtroppo molto spesso si pensa che tutti siamo in grado di farlo ma non è così, io sarei un pessimo meccanico, un pessimo archietto e un pessimo chirurgo semplicemente perchè non è il mio lavoro, quello per cui ho studiato e ho fatto esperienza.
Io non voglio fare polemiche, ma se si riduce l’insuccesso dell’evento a mero disinteresse del pubblico senza fare un attimo di autocritica, ecco, non sono d’accordo.
Grazie.
Claudia hai perfettamente ragione.
Non c’è da stupirsi della situazione. Un festival, una rassegna, un premio deve aver degli organizzatori capaci, e non è da tutti, e non è semplice organizzare.
p.s. odio il “che polivalente”
Claudia. Che ne dici? X me si potrebbe fare un film
Perfettamente d’accordo con te, Claudia.
Perchè i politici villacidresi non si chiedono veramente come mai i cittadini non sono attratti dal premio Dessì? Non è solo questione di autoreferenzialità… Come giustamente hai affermato, ogni tanto un pò di sana autocritica non guasterebbe. Ammettere i propri errori è sinonimo di umiltà non di umiliazione e sherno. Trovare una soluzione al problema e non concentrarsi sul problema in sè è sinonimo di intelligenza, di acutezza mentale e di una più ampia visione delle cose e della realtà. Dare le colpe agli altri (i cittadini) o al fato per i propri insuccessi lo trovo assai ipocrita. Ognuno è responsabile delle proprie azioni, nel bene e male. E, ad ogni azione compiuta corrisponde uno o più eventi futuri, quasi sempre certi e prevedibili. Una serie di azioni sbagliate perchè mal pensate e poste in essere nel tempo, hanno portato a questo risultato: il lento ma inerosabile declino di questo prestigioso premio letterario.
Non è ancora troppo tardi per porre rimedio ma servono persone nuove e capaci che, con idee innovative e coraggiose, rendano i villacidresi fieri e orgogliosi di questo evento coinvolgendoli nell’organizzazione e nella gestione dello stesso. E se questo significa capire e studiare altri eventi simili affermati e con ampio consenso di pubblico, va benissimo. Si impara dagli esempi di successo perchè ti fanno capire gli errori commessi. Non c’è niente di umiliante in ciò, anzi. E poi le cose che funzionano si applicano alla realtà in cui si vive, con i dovuti accorgimenti e aggiustamenti.
Se il tono degli interventi è questo francamente credo che i padri fondatori avrebbero fatto meglio meglio ad accogliere la proposta di istituire il premio dessì e la fondazione a Cagliari.
In verità condivido quanto detto sopra, se non sapete nemmeno cosa è una Fondazione e un Premio letterario come vi permettete di denigrare il lavoro (magari anche gratuito ma voi preferite pensare che non sia possibile una cosa del genere)altrui.
Guardate il vostro ego e chiedetevi cosa è che vi rode in fondo al cuore. Forse non siete stati accolti come direttori artistici per qalche manifestazione?
Forse preferite ignorare la realtà perchè dovete primeggiare e vi pare che non vi riconoscano i talenti che possedete?
Due suggerimenti:
Studiate cosa è una fondazione e un premio letterario e poi chiedetevi cosa avete fatto finora per Villacidro.
Se materialmente trovate qualcosa di non riconducibile ai vostri interessi o al vostro narcisismo allora potrete pure confrontarvi. Ma il confronto non è mai giudizio ma semplicemente opinione e mi pare che alcuni, hanno un conflitto neuronale in corso dove invidia e rancori ribollono ardentemente.
Chiudete gli occhi, respirate profondamente e facendo finta di non accorgervi di nulla sollevate il gomito sinistro e con un gesto agile e felino datevi una pacca sul braccio e ditevi a voce alta: ma bai a ca….
Vedrete quanto starete meglio e rilassati con i vostri conflitti e con la vostra accidia, smetterete addirittura di pensare che solo voi siete bravi e che in realtà nessuno vi capisce. Tenete conto che la terapia è gratuita e non ha particolari controindicazioni e o effetti collaterali: potrete ripeterla tutte le volte che vorrete, e prima o poi funzionerà.
Starete molto ma molto meglio con gli altri e sicuramente anche gli altri staranno meglio con voi, questo è sicuro…
Un’analisi aberrante come questa, nei confronti degli opinionisti villacidresi, non può essere condivisa in nessun modo! Posso prendere relativamente in considerazione solamente l’invito a informrsi maggiormente, prima di esprimere giudizi, critiche e opinioni. In particolar modo mi rivolgo a tutti i presunti talenti artistici e in generale ai professionisti che, se come è stato sopra ipotizzato, si sono arrabiati perchè non sono stati coinvolti o si sentono esclusi dal programma della manifestazione. Collaborare con questi enti spesso potrebbe essere poco gratificnte, sia in termini economici sia in termini di esperienza e crescita professionale, poichè dovreste sottostare a una macchina organizzativa che, a giudicare dai risultai di pubblico, non sta funzionando tanto bene: “se veramente ritenete di essere professionisti validi e capaci, puntate più in alto … Sapiate inoltre che, è un diritto nonchè un dovere del cittadino, accedere agli atti, informarsi per sapere come vengono spesi e investiti i finanziamenti pubblici. Consiglio spassionato: chi invita i villacidresi a leggere e informarsi, dovrebbe nel contempo chiedersi il perchè di tutto questo dissenso nei confronti del Premio Letterario ed eventualmente, premesso che non ci siano coflitti neuronali in corso, elaborare nuove strategie, creare i presupposti per una maggiore partecipazione del pubblico, come del resto è già stato evidenziato da molti opinionisti. Insediarsi in un organo amministrativo, per poi adottare la solita politica sterile e miope che mira solo alla stabilità della propria posizione e non vede tutta la desolazione che sta attorno, con tutto il rispetto per chi lavora onestamente io lo considero un atto di incoscenza. Concludo invitando tutte le persone motivate, a cui sta veramente a cuore la vita del nostro paese, a riunirsi e creare dei gruppi attivi nel presentare progetti pieni di iniziative e proposte nuove mirate a far risorgere un paese che sta oramai sprofondando nella desolazione totale.
quoto ogni parola , svegliatevi
Brava Claudia.
Mi è capitato di partecipare al premio Dessì come ospite nel ’99. Cantavo in un coro polifonico. La polifonia è una bella e divertente esperienza per chi la vive e la esegue. Per chi si ritrova a “subirla” passivamente è sicuramente una palla sconfinata. Non aggiungo altro, è stata più che esaustiva Claudia!
…ma poi di che stiamo parlando? Di Giuseppe Dessì e di Paese d’ombre che è stata una pietra miliare nella mia formazione e dovrebbe esserlo in quella di tutti i sardi? Solo per la squisita zuppa di finocchietto e cas’axedu…
Stiamo parlando di un paese che tiene stretto uno scrittore che merita. stiamo parlando di libri che non vengono letti fuori da villacidro (vergogna). Paese d’ombre dovrebbe esser inserito nel programma scolastico sardo e porcaccia italiano.
Veramente stiamo parlando di un paese di zombie la cui unica atrattiva è la bottiglia di birra…
Porca miseria
Secondo me dovrebbero fare un film. Che dite?
Perchè non si fà coincidere il Premio con la festa di “Tutti Santi” e il ” Ricordo dei Morti”,l’atmosfera sarebbe perfettamente intonata con l’effige del nostro scrittore sugli striscioni pubblicitari.Queste manifestazioni si devono svolgere nel periodo estivo per attrarre turisti ma in questo periodo gli assessori sono in ferie. Buona noia a tutti.
Nella vita mi sono sempre occupato di arte e di musica colta e fortunatamente ho sempre ricevuto consensi ed apprezzamenti da un pubblico numeroso e interessato. Qualche anno fà, in più occasioni, mi è capitato di collaborare anche con la Fondazione Dessì e posso confermare quanto è già stato detto: se la popolazione si sente coinvolta ed è adeguatamente stimolata in un piano delle iniziative che prevede anche la partecipazione dei villacidresi nei diversi settori, dall’arte all’artigianato ecc., s’interessa all’evento e raramente diserta la manifestazione. L’errore che si fa spesso è dare per scontato che almeno 2/3 dei villacidresi siano persone interessate alla letteratura. Non è così! A Villacidro esistono molte persone di grande spessore culturale che non s’interessano di critica letteraria, narrativa, romanzi ecc. Altri villacidresi forse non hanno mai letto un libro di G. Dessì: forse perchè non è mai stato proposto sufficientemente nelle programmazioni scolastiche, o semplicemente perchè non tutti hanno un’adeguata preparazione culturale. Quando si organizza un evento come il Premio Letterario G. Dessì, non si può non tener conto del tessuto sociale villacidrese, per poi considerarlo sempre un pubblico incapace di apprezzare la manifestazione, in particolar modo quando si tratta di ingenti somme di denaro investite solo per un’utenza che sfiora le cento persone. Si potrebbe sfruttare meglio la manifestazione organizzando più eventi collaterali, che fanno da contorno ma suscitano l’interesse di un pubblico vario e ben più numeroso.
LINUX: ” I VILLACIDRESI SNOBBATI DAL PREMIO DESSI ” – MA QUANTO CI COSTA QUESTO GIOCHINO OGNI ANNO ?
Una bella domanda! Qanti ci guadagnano, chi e quanto guadagnano?
Esatto!
bello slogan da rigirare
scusate se mi concedo un’altro intervento, mi chiedo anche perchè i giovani, i ragazzi non facciano nulla per contrastare civilmente questo tipo di situazione?
Criticare è un bene ma sempre deve arrivare la risposta concreta basterebbe solo raccogliere delle firme oppure formare un comitato libero per azioni di controllo da parte dei cittadini liberi; fare proposte costruttive e mettere in luce i problemi affinche questa fondazione debba rispondere pubblicamente.
” I VILLACIDRESI SNOBBATI DAL PREMIO DESSI ”
Perchè non far coincidere il Premio con la festa di “Tutti Santi” e il ” Ricordo dei Morti”, l’atmosfera sarebbe sicuramente più consona alla mestizia che gronda dal volto del nostro scrittore su…gli striscioni pubblicitari e da tutto l’evento in genere.
Questa manifestazione si dovrebbe svolgere in modo più brioso e gioviale nel periodo estivo in concomitanza con altre riccorrenze tradizionali coinvolgendo ed attraendo villacidresi e turisti; ma si sà, anche gli assessori hanno diritto alle loro santissime ferie.
Buona noia a tutti.
PS. – MA QUANTO CI COSTA OGNI ANNO QUESTO GIOCHINO ?
Alcune precisazioni. Premesso che, chi organizza l’evento “Premio Letterario G. Dessì”, debba essere una persona competente rimane il problema dello scopo della manifestazione. Naturalmente se si propongono sei serate dedicate solo alla letteratura e alla critica letteraria si rischia di annoiare a morte il pubblico. Infatti, lo scopo delle manifestazioni collaterali dovrebbe essere proprio quello di accogliere un pubblico vario ed eterogeneo, senza necessariamente trascurare le tematiche principali sulle quali si fonda il Premio Letterario. In merito alle nostre competenze professionali, alle risorse artistiche isolane e villacidresi, sono convinto che occorrerebbe valorizzarle maggiormente e dare più visibilità a tutti coloro che meritano. Questo, premetto, non dev’essere inteso come un modo per chiudersi nella nostra realtà isolana, come molto spesso ingenuamente si propone di fare. Il confronto dev’essere sempre presente come un momento di crescita e miglioramento, per affacciarci ad altre realtà ed essere più eclettici e competitivi.
io sono dell’idea che il premio, in quanto tale, funzioni benissimo. chi è chiamato a partecipare sarà senz’altro una persona che ama leggere, che conosce gli autori perchè ha letto magari qualche loro libro e vuole perciò conoscerli personalmente. il problema è che la maggior parte dei soldi spesi sono nostri, ci può anche stare, però sarebbe bello che altrettante somme venissero spese per rassegne cinematografiche, concerti di interesse nazionale, eventi sportivi di rilievo internazionale, e amcora congressi, meeting, fiere per accontentare tutti. Toglietevi dalla testa in ogni modo che al premio dessi possano fare la loro comparsa banchetti di torrone, salsicce e formaggi.
Mi sento in dovere di sottolineare che, forse le salsiccee no ma, le bancarelle di torrone, i rinfreschi e le grandi mangiate in ristorante con tutta la famigliola della fondazione che accompagnava gli ospiti mi risulta che ci siano sempre state. Quindi alla fine le salsicce se le mangiano solo loro … Comunque non credo che una degustazione di prodotti locali possa influire negativamente sul risultato della manifestazione. Può succedere anche nei teatri che il pubblico si sposti per mangiare qualcosa, magari tra un atto e l’altro. Ogni volta che sono stato invitato per un concerto inaugurale, alla conclusione c’era sempre un rinfresco. Ovviamente anch’io non credo che possano abbinarsi e coesistere un convegno di critici e scrittori con i fumi delle grigliate di salsicce e amburger sulla stessa piazza.
Ai Villacidresi interessa mangiare e bere gratis… moltissimi dei libri e della cultura se ne infischiano…un’altra cosa… prima di parlare a vanvera, andatevi a leggere cosa è una Fondazione, come funziona e come viene finanziata.
Perfettamente d’accordo “Anonima”, anch’io la penso come te. I villacidresi non fanno altro che mangiare e bere gratis in tutte le sagre che si fanno nel nostro paese, ma non solo, pretendono di seguire il Premio Letterario senza neanche sapere cosa è una Fondazione, come funziona e come viene finanziata? Che paese d’ignoranti! A proposito, che cos’è una Fondazione, come funziona e come viene finanziata? Bene … Illuminate i villacidresi ignoranti pubblicando la relazione bilancio consuntivo 2009/10 destinato alla Fondazione G. Dessì, così gli passerà l’appetito: eh sì, perchè si mangeranno il fegato!
Salve sono stato questa Domenica al premio Dessì , in una parola sola desolante. Nella cornice di uno splendido Mulino restaurato poco meno di 30 pesone di cui quasi tutti addetti ai lavori.Noia mortalem parlavano tra loro dei loro libri in uno splendido ambiente riservato ed accademico.Sfoglio il giornale e non c’è traccia di articolo o notizia su questo premio…mi chiedo che ufficio stampa abbian messo su.
Mi sono evitato la chiusura con tanto di fanfara dei bersaglieri.
Ho dato un occhiata al programma è non ho visto altro che pagliacci circensi e 5 spettacoli dell’immancabile figlio d’arte che se pur bravo è assurdo che non ci sia altro in giro. Prendiamo ad esempio gavoi, settembre dei poeti a seneghe insomma niente a che vedere.Eppure Questo è un premio importante. I soldi ci sono possibile che la gestione sia così fallimentare, così superficiale?. Che si dia colpa ai Villacidresi è un insulto, io non sono Villacidrese , il paese oggi era “chiuso” nessuno in giro, nessun negozio aperto, niente musica, un cafè letterario chiuso…insomma c’è poco da fare è tutto da rivedere, io non sono per demolire le cose ma per costruirle e invito ad una sana auto critica perchè il popolo di cidresi si sta indignando e non starà a guardare oltre.Grazie per lo spazio
Sapete cosa mi sembra leggendo la vostra interessante discussione? Che siate tutti pronti col fucile puntato, col gusto di vedere e giudicare gli errori. Non una proposta, in nessuna delle vostre frasi. Tutto è perfettibile, ma non basta criticare per migliorare. Specie se le critiche sono talmente povere da colpire addirittura ai bambini e gli “spettacoli circensi”. Non vi rendete neppure conto della ricchezza che deriva dai bambini: un bambino cui consentono di affezionarsi a una manifestazione culturale, può probabilmente diventare un quindicenne che andrà a vedere i reading, e un adulto che crescerà con la consapevolezza che la lettura è importante. Ho letto di salsicce, di banchetti, di noie e figli d’arte, e nessuno che proponga qualcosa. Perchè se il problema è l’autoreferenzialità, vi assicuro che dall’esterno si intuisce che c’è un’autoreferenzialità anche nel criticare sempre e ad ogni costo (a proposito, carino lo slogan quanto ci costa ogni anno questo giochino, rende bene il tenore del contendere). Dove si seminano pietre sterili, non nasce che un deserto culturale.
Cara/o Malama. Ho letto con interesse tutti i comenti e, non essendo personalmente coinvolto nell’organizzazione della manifestazione, in mezzo alle polemiche e i giudizi ho rilevato crtiche costruttive e proposte interessanti. Ovviamente chi non si accorge dell’inarrestabile declino di questa manifestazione vuol dire che ha interesse a proseguire nello stesso modo; di conseguenza tutto viene interpretato come giudizio negativo, addirittura generato dall’invidia. Tutto questo è molto triste. A me sembra una sorta di accanimento terapeutico in quanto ci si ostina a non accettare la realtà, ovvero, che l’organizzazione di questo evento culturale è tutta da rivedere. Secondo me, come qualcuno ha già proposto, bisogna istituire un comitato cittadino che si occupi di una raccolta di firme per rinnovare la Fondazione G.Dessì e affidarla a professionisti esperti e capaci in ogni ambito, dall’arte alla letteratura alla valorizzazione del nostro territorio. Questa è la mia proposta ed è auspicabile che venga presa in considerazione tra le altre già dal prossimo anno.
carissima qui non è il problema di criticare e se mi consenti un cittadino puo’ anche sentirsi libero di criticare visto che sono i cittadini ed i sardi a Pagare questo tipo di manifestazioni. Il problema è che una manifestazione di questa portata deve necessariamente far funzionare il sistema Paese, deve portare Indotto. Le critiche no0n sono mai sterili. Anche questa discussione mi pre interessante e certamente porterà proposte. Giuseppe Dessì è dei villacidresi e non è il monopolio di nessuno questo sia chiaro, oppure mi chiedo, bisogna mantere “certi” equilibri politici? Gli spettacoli per i bambini non si mettono in discussione ma oltre cosa c’è? La fanfara dei bersaglieri?
Diciamolo chiaramente se fossi io quello che eroga i soldi farei i conti a fine rassegna perchè i soldi nostri sono un investimento e devono portare LAVORO e benessere in un paese. Le proposte verranno vedremo se la fondazione sarà in grado di accoglierle, inoltre la gestione andrebbe affidata a persone COMPETENTI in materia e non all’improvvisazione totale.
Il mio intervento rilevava soltanto che si è più interessati al cosa non va, piuttosto che alle proposte costruttive. Sarebbe bello invece che sentir di incompetenze, competenze, e ricerche di competenze esterne o direttori artistici che, se davvero fossero così in gamba, starebbero già lavorando da qualche parte nel mondo, ognuno di noi scrivesse qui cosa vorrebbe che ci fosse al Premio venturo, tra le tante proposte, forse l’anno prossimo qualcuno ritroverà ciò che vorrebbe ci fosse al Premio Dessì. Personalmente, mi piacerebbe si organizzassero dei laboratori di scrittura per ragazzi e adulti.
Io vorrei vedere tanti villacidresi disponibili a dare una mano. Chi ci sta?
Creiamo un gruppo di lavoro, chiamiamolo “Gli amici di Dessì” e facciamoci avanti.
mi piace questa idea! “l’amore per la terra da solo buoni frutti”
Emilio, sempri piuttosto innervosito e ciò non è un atteggiamento costruttivo, al contrario.
Non capisco assolutamente cosa c’entri “il narcisismo” e l’onnipresente “invidia”. Superiamo questi stereotipi legati ai sardi, siamo un pò più intelligenti da capire che qui non si parla di invidia ma di totale d’isinteresse. Quando un ufficio stampa non riesce a farsi fare neanche uno straccio di articolo c’è qualcosa che non va. Io mi chiedo come mai durante la premiazione non sia mai venuta fuori la parola “Sardegna”, come mai si usi ancora la “palestra” e non ci sia una struttura al chiuso decente e come mai la percentuale di pubblico non villacidrese sia praticamente pari a zero. Che poi io non abbia apprezzato i bersaglieri è una cosa totalmente personale e “de gustibus…”
Per cui evitiamo di fare “gli offesi” e prendiamo le critiche- quando sono costruttive e facciamone tesoro. Io lo faccio sempre e , credimi, ne ricevo spesso .
Proposte?
Ne avrei tante…istituire un mercatino dei libri usati, creare angoli nel centro storico in cui fare reading e musica, far partecipare di nuovo le scuole medie e elementari al premio ( io lo vinsi in quinta elementare e lo ricordo come uno dei giorni più belli della mia vita) , fare più pubblicità nelle tv locali e nei quotidiani, parlare della poesia e della repentina invitando qualche cantadore ( in campidano ne abbiamo di meravigliosi)
potrei andare avanti…
Ho messo il mio cognome perchè non ho problemi a dire chi sono, non dico che mi avrebbero dovuta invitare a suonare, non è novità che “l’erba del vicino sia sempre più verde”, ti dico questo perchè a differenza di quello che hai detto a me piacerebbe vedere Villacidro viva e piena di gente nei giorni del premio, la mia missione non è convincere l’orgaizzazione a farmi suonare. Grazie al cielo ho le mie soddisfazioni , ho parlato da pubblico , da villacidrese, nulla più.
Quoto quanto scrive Calaudia ed aggiungo una proposta sviluppando ulteriormente quella sua. Riguarda la Scuola, anzi, meglio ancora le scuole: fate partecipare i ragazzi, come si faceva una volta e per quelli delle scuole superiori istituite un ” Premio Giovani Dessiani” fresco, nuovo, giovane e senza case editrici alle spalle.Per quanto riguarda la critica, l’ho già fatta a chi di dovere ma proponendo!
Per quanto riguarda le iniziative nuove e un rinnovato premio per i ragazzi, sono daccordo, ma non ghettiziamo il tutto ad un autoreferente inno alla cultura sarda, è bella, sono daccordo, e ricca, certamente. Ma preferisco pensare alla letteratura e alla lettura come universali. Ben vengano i cantores, meglio se accompagnati da artisti provenienti da mondi per noi lontanissimi. Massimo rispetto per la Sardegna, ma la sarditudine non la sopporto, è l’anticamera della chiusura mentale
Mi sembra che si stiano sollevando inutili polemiche. Un premio letterario è un evento “di nicchia” se lo confrontiamo con qualsiasi evento “di massa” come possono essere le sagre paesane o un concerto musicale. Ora, ammesso che sia sacrosanto ambire a renderlo migliore(come per qualsiasi altro evento)e ben venga ogni tipo di proposta..non sia mai che il Premio venga scambiato per un evento mondano che, con la scusa di attirare più persone e soprattutto i più giovani, proponga contenuti pari a quelli che possiamo “assaporare”anche stando a casa e accendendo la tv. Il premio, come qualsiasi iniziativa culturale, deve mirare a far crescere le persone, a farle guardare oltre. Deve proporre contenuti interessanti, ma anche le persone devono lasciarsi coinvolgere e provare a partecipare!si accorgeranno che non tutti i dibattiti con gli scrittori sono noiosi e autoreferenziali, ma possono insegnare cose nuove e soprattutto cose interessanti!Molta gente, solo che sente parlare di tavole rotonde sulla letteratura, sulla storia o su chissà cosa..volta la faccia dall’altra parte!E spesso insegna il disamore per la cultura anche ai giovani..il giorno dell’iniziativa rivolta alle scuole dal titolo “parlavamo l’italiano come le scimmie”, c’erano solo 3 classi!!non si può dire che il premio non è coinvolgente e poi non partecipare. Siamo sommersi continuamente da contenuti mediocri, da eventi e programmi che ci fanno credere siano ciò che la gente vuole e invece sono solo il tentativo di renderci più imbecilli e più manipolabili. La letteratura, i dibattiti istruttivi e di alto livello sono un’ oasi nella quale ossigenare il cervello!non è vero che non sono in grado di attirare le persone, sono le persone ormai assuefatte alla mediocrità che hanno smesso di sentirsi all’altezza di certi discorsi. Oltrettutto mi pare che il titolo dell’articolo”il premio dessì snobbato dai villacidresi”sia un po’ fuorviante. Chi si fermasse solo al titolo avrebbe una visione distorta del contenuto.
Dopo aver letto questi interventi non posso esimermi dall’esprimere la mia umile opinione. Ho partecipato per la prima volta al Premio Dessì quest’anno portando a casa una cocentissima delusione.
L’Assessore alla Cultura si può ritenere fortunata se la manifestazione è stata snobbata dai villacidresi: temo che continuando così in futuro sarà snobbata pure dagli esterni!
Il disinteresse alla pubblicità e valorizzazione dell’evento è palese fin dall’ingresso del paese ove non esiste una che sia UNA indicazione di dove si svolge il premio, d’altronde pure i cittadini accolgono le domande sul premio con una faccia smarrita come se proprio la cosa non li riguardasse e forse è proprio così.
Ho girato e giro per i festival letterari, musicali e artistici in tutta la Sardegna e raramente mi sono annoiata come ieri sera.
Ho provato tanta pena per i giovani presenti che non erano pochi…ma come si può pensare di rendere attraente la letteratura e di invogliare i giovani a leggere e a scrivere con questo genere di vecchiume.
Mi è sembrata veramente una manifestazione non solo autoreferenziale ma soprattutto referenziale nei confronti di tante persone presenti che pensano di fare cultura distribuendo contributi ma dimenticano che nessuna somma di denaro ci salverà dalla desolazione culturale in cui giorno dopo giorno hanno relegato la nostra Isola.
Poichè invece penso che il senso e lo scopo di manifestazione di alto valore come questa siano ben altro spero che farete tesoro di queste “critiche” che vogliono essere costruttive ricordando che la capacità di autocritica e l’umiltà nell’ammettere i proprio errori sono indice di grande intelligenza. Come ultima cosa e poi chiudo, desidererei veramente che qualcuno mi spiegasse il senso degli inni suonati all’inizio nell’ambito di un premio letterario.
Saludos
Tutte le polemiche sollevate su questo argomento evidenziano come sempre che noi villacidresi abbiamo assunto un atteggiamento pro negativo su tutto quello che avviene nel nostro paese, cogliendo un solo risultato quello di far apparire tutto come una porcheria, anche le cose migliori. Così chiunque governerà, destra o sinistra, avrà la possibilità di non rispondere del proprio operato, soprattutto quando questo sarà deleterio, tanto son tutti uguali. Premessa per dire che io intendo esprimere un apprezzamento sul Premio Dessì e in modo particolare su questa edizione, perchè, mi sia concesso, risponde a mio avviso ai criteri di un premio letterario. Il festival di Gavoi, la Fiera del Libro, e tante altre iniziative devono rispondere ad altri requisiti, compreso quello venale, come dice Claudia. La Cultura è comunque fonte di richezza in senso lato… I popoli incolti, sono sempre poveri, in tutto. Chiediamoci se non è il caso di provare a far qualcosa di più e meglio per sapere se i nostri concittadini ci seguono o meno. Facciamo magari anche sbagliando, forse scopriremo che i villacidresi e i nostri giovani leggono più di quanto pensiamo e che hanno bisogno di più cultura e meno speranza… Cosa ne pensa Assessore?
Questo si che è contribuire costruttivamente: se c’è il sole ci si scalda e se si sta sotto la pioggia ci si bagna…ma lasciate perdere….