Stop alle pale eoliche: la Provincia difende il paesaggio naturale

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Il Medio Campidano è già invaso da numerosi impianti

VILLACIDRO. Vade retro parco eolico: nel Medio Campidano le pale a vento potranno anche continuare a girare, ma moderatamente e in misura non invasiva sull’impatto ambientale. La Provincia ha detto un secco “no” al proliferare di torri eoliche nel proprio territorio, i ventilatori sono già troppi e non ne devono essere autorizzati altri. La decisione è del consiglio, che ha fatto seguito a un’iniziativa del consigliere Alberto Pusceddu dei Rossomori.
Il relativo ordine del giorno scaturito da un’interrogazione di Pusceddu sarà allargato ai comuni mediocampidanesi, alle associazioni e ai cittadini. Intanto, il consiglio provinciale ha deliberato «di adottare ogni misura possibile, nell’alveo delle proprie possibilità e competenze, per contrastare la proliferazione di impianti eolici». Che sono già nati e crescono a vista d’occhio. Nel perimetro pentagonale fra Villacidro, San Gavino, Pabillonis, Guspini e Gonnosfanadiga sono già una sessantina le torri metalliche alte fra gli 80 e i 120 metri, con pale rotanti annesse, che svettano fra i campi e gli orti. Ma altre 202 sono in gestazione e dovrebbero nascere nei territori di Sanluri, Furtei, Segariu e (ancora loro) Villacidro e San Gavino, stavolta versante sud nell’area compresa fra il consorzio industriale e la strada provinciale 60.
Dunque, la Provincia pone limiti ben precisi ai parchi eolici, ferma restando la convinzione e la propensione a favorire sempre le fonti di energia pulita. Però, prima che le parti più ventose del territorio (in parte la piana campidanese) diventino una foresta di mastodontici mulini a vento «servirà acquisire tutte le analisi e gli studi fatti in merito agli impatti sulla salute umana e sotto l’aspetto ambientale, nonchè sulle dinamiche idrogeologiche derivanti dalla realizzazione dei basamenti in cemento armato per l’ancoraggio degli aerogeneratori».
Contraddicendosi non poco, il consiglio provinciale ha però anche deliberato di «valutare l’opportunità di realizzare in proprio su terreni pubblici, con il coinvolgimento dei comuni e dei cittadini, impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili». I quali devono però essere «coerenti con la reale esigenza del territorio, in modo tale da rendere la nostra provincia autosufficiente, e con la riduzione drastica di tutte le forme negative di impatto sull’ambiente e sulle persone». Secondo calcoli effettuati, basterebbe un solo aerogeneratore di tre megawatt di proprietà del comune per ottenere la stessa energia prodotta da 50 di società private.

LUCIANO ONNIS

Villacidro.info – giovedì 1 settembre 2011 – FONTE: La Nuova Sardegna

8 COMMENTI

  1. All’autore dell’articolo, questa frase non ha senso: “Secondo calcoli effettuati, basterebbe un solo aerogeneratore di tre megawatt di proprietà del comune per ottenere la stessa energia prodotta da 50 di società private.” Sicuramente è un refuso, ma quello che sarebbe identico al massimo sarebbe il guadagno percepito dal Comune, non la quantità di energia prodotta!!! Per il resto, la strada giusta è sicuramente quella di far partecipare la popolazione al utile generato da questi impianti. Speriamo bene…

    • Quel che dici è interessante (ho letto con piacere anche il tuo articolo sull’argomento). Rimangono però dei dubbi sulla distribuzione degli utili, nonchè sulla tariffazione dell’energia elettrica qualora la comunità decidesse di investire in questo campo. Non credi che affidare l’intera copertura del fabbisogno energetico ad una sola rete eolica centralizzata non sia una soluzione definitiva? Non sarebbe meglio studiare un piano di decentramento di produzione dell’energia nel quale l’eolico è solo una parte di una più ampia generazione distribuita?

  2. “Piatto ricco mi ci ficco!” Ha questo fine il niet della Provincia alle pale eoliche del privato, giacché nello stesso tempo afferma che “valuta l’opportunità di realizzare in proprio su terreni pubblici (…)impianti di energia da fonti rinnovabili” In altre parole: se le pale le mettono loro – la Provincia – i problemi scompaiono!

    • e che male ci sarebbe? Se il tutto fosse frutto di un attenta pianificazione, valutando i consumi effettivi della provincia e con un impianto adeguatamente dimensionato alle reali esigenze, non vedo perchè la collettività (nella forma della provincia o chi altro) non dovrebbe guadagnarci qualcosa…L’eolico non è mica una mostruosità! Che dire sennò degli impianti o olio combustibile e carbone che sicuramente si vedono meno ma si “sentono” molto tramite le emissioni di CO2 e altro! In effetti l’energia la vogliamo usare e ci fa comodo, naturale che la si debba produrre in qualche modo, altrimenti stacchiamo tutto e torniamo all’età della pietra…facciamo prima

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